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BellaMà, Ravagnani e l’ombra del veto di Ballando con le Stelle sugli ospiti.

Dopo l’intervista di Diaco all’ex prete su Rai2 si parla di uno stop alle ospitate dei concorrenti di Milly Carlucci nel talk
Byoblu·04 novembre 2026
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Ieri a BellaMà, il talk di Rai2 condotto da Pierluigi Diaco, è andata in onda un’intervista ad Alberto Ravagnani, l’ex sacerdote che dal 3 ottobre è tra i concorrenti di Ballando con le Stelle. Le domande del conduttore si sono concentrate quasi per intero sulla vita privata e sessuale dell’ospite dopo l’addio al sacerdozio. La puntata ha registrato il 7,5% di share e una lunga coda di polemiche sui social. Diaco ha scelto di non commentare.

Dentro la vicenda c’è però un elemento che riguarda il funzionamento della tv pubblica più delle singole domande. Circolano voci di un veto dello staff di Ballando con le Stelle sulle future ospitate dei suoi concorrenti nel programma di Rai2.

BellaMà, le domande di Diaco a Ravagnani

L’intervista si è aperta con una domanda di quelle che tanto piacciono al pubblico televisivo: «Sei attratto dagli uomini o dalle donne?». «Dalle donne, però è una domanda che in questo momento non ha un appoggio», ha risposto Ravagnani. Della sua esperienza nel varietà del sabato sera di Rai1 e del libro autobiografico, La Scelta, si è parlato appena.

Diaco ha insistito sulla sfera intima. Alla richiesta dell’ospite, «Posso non rispondere?», ha replicato che, avendo deciso di esporsi pubblicamente, Ravagnani aveva «anche il dovere di chiarirci un po’ le idee». L’ex prete ha rivendicato il diritto alla riservatezza: «Non ho il dovere di mettere in pasto agli altri le vicende mie private».

Il conduttore ha allora richiamato la scelta di lasciare il sacerdozio, parlando di un impegno con Dio abbandonato «per rincorrere la tua vanità attraverso la televisione». La risposta di Ravagnani: «Tu stai giudicando, non mi stai facendo una domanda». In chiusura, rivolto a Diaco: «Non voglio fingere di stare bene, tu mi hai messo a disagio e lo dico sinceramente».

Ballando con le Stelle e il veto sugli ospiti di BellaMà

Il seguito si è spostato fuori dallo studio. «L’eccesso di invadenza del conduttore di Rai2 avrebbe fatto letteralmente imbestialire Milly Carlucci», conduttrice e regista di fatto di Ballando con le Stelle. La tensione tra le due trasmissioni avrebbe avuto conseguenze concrete: lo stop alle partecipazioni dei concorrenti del varietà di Rai1 al salotto di Diaco. Detto fuor di metafora: qualcuno decide quali ospiti si possono invitare e quali no. Il reparto produzione di un format tv sull’emittente pubblica, insomma, avrebbe il diritto di stabilire chi può sedersi negli studi di un’altra trasmissione della stessa azienda. E meno male che la Rai è dei cittadini (ah no, la tv dei cittadini era un’altra. Peccato che non avesse un centesimo di canone).

Rai, il servizio pubblico diviso in feudi

Le ospitate incrociate sono una consuetudine della televisione generalista. I protagonisti di un programma di punta girano per i talk della rete o del gruppo, ne alimentano la promozione, portano contenuti e ascolti. In Rai questo circuito poggia su una premessa: tutte le trasmissioni appartengono alla stessa azienda, finanziata dal canone pagato dai cittadini.

Il presunto veto rovescia la premessa. I volti di Ballando diventerebbero un patrimonio della singola produzione, da concedere o negare agli altri programmi in base ai rapporti di forza e alla gestione dell’immagine. Ciò che va in onda su Rai2 risulterebbe così condizionato da una trasmissione di Rai1, attraverso accordi e ripicche più che attraverso le direzioni di rete o regole editoriali scritte e consultabili.

È una forma di controllo che funziona senza divieti formali. Nessuno vieta un’intervista: l’ospite smette semplicemente di arrivare. Sul piano editoriale l’effetto coincide con quello di una censura, con la differenza che non lascia atti né responsabili identificabili.

Uscendo dalla retorica dello stupore, si può dire senza tema di smentita che è quello che regolarmente succede sempre e ovunque. E non solo in televisione. Perfino tra i paladini dell’informazione alternativa sul web, gli ospiti a volte vengono “caldamente consigliati” di non accettare l’invito di format a vario titolo concorrenti.

Tornando in tema, comunque, un programma del servizio pubblico che decide quali talk possono intervistare i propri protagonisti esercita un potere di filtro sulla programmazione della tv di Stato, sottratto a ogni verifica pubblica. È la logica dei feudi: ogni trasmissione presidia il proprio territorio, e lo spettatore che paga vede il risultato delle trattative senza conoscerne le condizioni.

Vigilanza Rai, il M5S attacca Diaco e «TeleMeloni»

Sul piano politico il caso è arrivato in commissione di Vigilanza Rai. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno parlato di «una aggressione verbale in piena regola» da parte di Diaco, definito «uno dei volti di TeleMeloni». Hanno chiesto «le scuse pubbliche da parte di Diaco e di chi ha la responsabilità sul suo programma».

La reazione segue uno schema consolidato. Ogni episodio della tv pubblica viene ricondotto all’appartenenza del conduttore e alla maggioranza di turno, in un’azienda che i partiti trattano da sempre come terreno di contesa, a prescindere da chi governa. La questione delle ospitate decise da un altro programma, che tocca il modo in cui si stabilisce cosa vedono gli abbonati, resta fuori dal confronto parlamentare.

Diaco, intanto, tace. Le prossime puntate di BellaMà mostreranno se i concorrenti di Ballando con le Stelle torneranno a sedersi nel suo studio.

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