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Frode fondi Ue Madrid-Siviglia: Procura Ue indaga su 111 milioni per la sicurezza della linea dei 69 morti

La Guardia Civil in Adif, nell’agenzia per la sicurezza ferroviaria e alla Corte dei conti. Sotto la lente 111 milioni europei per segnali e sicurezza.
Byoblu·06 novembre 2026
Economia — Byoblu

La Procura europea indaga su una possibile frode nei fondi Ue destinati alla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. È la stessa linea su cui il 28 ottobre, vicino a Urda, in provincia di Toledo, lo scontro fra due treni ha causato 69 morti. Oggi gli agenti dell’Unità centrale operativa (UCO) della Guardia Civil hanno agito su richiesta dell’ufficio madrileno della Procura. Si sono presentati nelle sedi di Adif, l’ente pubblico che gestisce l’infrastruttura ferroviaria spagnola, dell’Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria (AESF) e della Corte dei conti. L’indagine riguarda il denaro europeo stanziato per rinnovare sicurezza, segnalamento e sistemi di comunicazione della linea.

Sono passati nove giorni dalla strage. Sulla stessa tratta, a gennaio, ce n’era già stata un’altra.

Frode sui fondi Ue, cosa cerca la Procura europea in Adif

L’EPPO, la Procura europea, è l’organismo indipendente dell’Unione incaricato di indagare e portare a giudizio i reati contro il bilancio comunitario. Secondo il comunicato, l’indagine è stata aperta d’ufficio. La Procura ha spiegato di aver confermato l’iniziativa in via eccezionale, a causa del forte interesse pubblico. Ha aggiunto che in questa fase non diffonderà altri dettagli.

La Corte dei conti spagnola ha confermato la presenza degli agenti nei propri uffici e ha parlato di una «richiesta di informazioni». Adif ha fatto sapere di aver consegnato tutta la documentazione richiesta. Gli investigatori hanno chiesto i contratti e gli atti utili a verificare eventuali appropriazioni indebite nei lavori di manutenzione della linea.

Il finanziamento sotto esame ha una cifra precisa: 111.646.340 euro. Bruxelles li ha concessi nel giugno 2024 attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per la ristrutturazione completa della Madrid-Siviglia, la più antica linea ad alta velocità del Paese. Il pacchetto comprendeva anche la sostituzione di binari e traversine.

Strage di Urda, il guasto informatico e l’ordine di ripartire

L’inchiesta europea riguarda il denaro. È separata da quella del tribunale di Orgaz, che deve accertare cause e responsabilità penali dell’incidente. Le prime ricostruzioni descrivono una sequenza precisa.

Alle 8.30 del 28 ottobre un guasto informatico ha messo fuori uso il sistema di sicurezza su un tratto di 63 chilometri e ha fermato tutti i convogli in transito. Un treno della compagnia privata Iryo si è fermato nei pressi di Urda, circa 130 chilometri a sud di Madrid. Un Ave della società pubblica Renfe si trovava 25 chilometri più indietro.

Pochi minuti dopo, dal centro di controllo di Madrid sarebbe partito l’ordine di riprendere la marcia senza limiti di velocità. Alle 8.53 il treno Renfe ha tamponato il convoglio fermo. Secondo una prima nota dell’autorità indipendente che indaga sugli incidenti ferroviari, l’impatto è avvenuto a una velocità stimata fra 160 e 200 chilometri orari. Oltre ai morti, si contano più di cento feriti.

Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha dichiarato che quel treno non avrebbe mai dovuto ricevere il via libera, perché sulla linea era ancora attivo un segnale di stop. In ogni caso, ha aggiunto, avrebbe dovuto procedere a velocità ridotta.

Adamuz e Urda, due stragi sulla stessa linea in nove mesi

Il 18 gennaio, vicino ad Adamuz, in provincia di Córdoba, un altro incidente sulla Madrid-Siviglia aveva ucciso 46 persone. Anche allora la Procura europea aveva aperto un fascicolo sui fondi per la manutenzione della stessa infrastruttura. Quel fascicolo procede in parallelo all’inchiesta del tribunale di Montoro sulle cause del disastro. Entrambe le indagini europee puntano a ricostruire come la Spagna abbia speso lo stesso finanziamento comunitario.

In meno di un anno, sulla linea simbolo dell’alta velocità spagnola, sono morte 115 persone. Le agenzie internazionali collocano Urda fra i peggiori disastri ferroviari europei di questo secolo. Da Dublino a Hong Kong fino a Mosca, la notizia dell’inchiesta è stata ripresa nelle stesse ore, con un accento comune: i soldi per la sicurezza e la sicurezza mancata riguardano la stessa linea.

Madrid-Siviglia, i controlli europei arrivano dopo i morti

Il calendario delle indagini pone una questione che va oltre le eventuali responsabilità individuali. I fondi erogati nel 2024 servivano a rafforzare proprio i sistemi andati in crisi a Urda: segnalamento, comunicazioni e sicurezza. L’azione penale europea è scattata due volte, e in entrambi i casi dopo una strage.

Le regole sui fondi comunitari prevedono autorità di gestione, rendicontazioni e audit, cioè verifiche che dovrebbero intercettare le anomalie a monte. Sulla Madrid-Siviglia il controllo si è mosso a valle, sui contratti, quando le vittime erano già state contate. Tra gli uffici visitati c’è anche la Corte dei conti, l’organo che dovrebbe vigilare sulla spesa pubblica.

Il quadro comprende anche il modello di rete. A Urda un treno pubblico ha tamponato un treno privato sugli stessi binari. Dal 2021 la Spagna ha aperto l’alta velocità alla concorrenza, in attuazione del quarto pacchetto ferroviario europeo. Renfe condivide oggi la rete con operatori privati come Iryo e Ouigo. I convogli si moltiplicano su un’infrastruttura inaugurata nel 1992, che a trent’anni di distanza richiedeva un rifacimento completo.

Più traffico, più operatori e una linea che invecchia: è il contesto in cui una rete formalmente all’avanguardia ha mostrato la propria fragilità. L’inchiesta di oggi aggiunge l’ipotesi formulata dalla Procura europea: che una parte delle risorse pubbliche destinate alla sicurezza possa essere stata sottratta al suo scopo.

Sánchez, Puente e il ministero dei Trasporti sotto accusa

Martedì Óscar Puente si è dimesso dopo giorni di forte pressione politica. Era ministro anche al momento della strage di Adamuz. «Un ministro dei Trasporti di un Paese come la Spagna non può restare in carica dopo due incidenti di questa gravità in meno di un anno», ha dichiarato Puente, considerato molto vicino al premier Pedro Sánchez. Il giorno successivo ha lasciato l’incarico anche il presidente di Adif, Luis Pedro Marco de la Peña. Sánchez ha affidato il dicastero ad interim al ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo.

Il premier aveva ammesso che il secondo incidente aveva lasciato la fiducia «spezzata». Ha poi promesso di lavorare per «recuperare la normalità» dell’alta velocità. Sánchez cerca la rielezione alle elezioni anticipate del 29 novembre, ma i sondaggi gli sono sfavorevoli.

Il ministero dei Trasporti è già stato al centro di altre crisi del suo governo. José Luis Ábalos, che lo ha guidato dal 2018 al 2021, è stato condannato a giugno a 24 anni di carcere per reati di corruzione legati all’acquisto di mascherine durante la pandemia.

Dopo l’annuncio della Procura europea è intervenuta Carmen Fúnez, vicesegretaria per la Sanità e le Politiche sociali del Partito Popolare, all’opposizione. «La corruzione e la cattiva gestione di Sánchez si sono portate via vite umane», ha dichiarato.

Nello stesso giorno in cui gli investigatori europei entravano negli uffici di Adif, il ministero dei Trasporti ha aperto le domande di aiuto per le vittime di Urda. Feriti e familiari avranno tempo fino al 5 febbraio 2027 per chiedere contributi a fondo perduto e anticipi sui futuri risarcimenti, di persona o tramite il portale del ministero.

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