Sparatoria a Cracovia, cinque morti: spari «a caso» sulla folla

Una sparatoria a Cracovia ha provocato oggi pomeriggio almeno cinque morti e una decina di feriti nel cuore della città vecchia. Intorno alle 15 un uomo è entrato in auto nella piazza del Mercato, la Rynek Główny, affollata di residenti e turisti in un sabato di novembre, e ha cominciato a sparare sui passanti. La polizia lo ha colpito e arrestato. Ora è ricoverato in ospedale sotto scorta. Le prime comunicazioni parlavano di due vittime e dieci feriti. Nel giro di un’ora il bilancio è salito a cinque morti e, secondo alcune stime, dodici feriti.
Sparatoria a Cracovia, la dinamica nella piazza del Mercato
Un portavoce della polizia locale ha riferito che l’uomo ha fatto irruzione con la vettura nella piazza e ha sparato «a caso». Katarzyna Cisło, portavoce della polizia di Cracovia, ha aggiunto all’emittente polacca TVN24 altri dettagli. L’aggressore indossava abiti di tipo militare e ha usato un’arma lunga di tipo militare. Nella sua auto gli agenti hanno trovato altre armi e molte munizioni.
Sulla sequenza degli spari le ricostruzioni divergono. La polizia del voivodato della Piccola Polonia, la regione di Cracovia, ha scritto su X che l’uomo ha aperto il fuoco dall’interno del veicolo. Radio Svoboda riporta invece alcune testimonianze: l’uomo sarebbe arrivato a bordo di un’auto nera, si sarebbe fermato, sarebbe sceso e avrebbe sparato con un’arma automatica. Secondo la stessa ricostruzione, all’arrivo degli agenti avrebbe sparato anche contro di loro. Poi avrebbe tentato la fuga in auto, schiantandosi contro un ostacolo. Sempre secondo Radio Svoboda, i colpi avrebbero raggiunto anche un tram e un negozio, e l’uomo potrebbe non aver agito da solo. Gli inquirenti non hanno confermato questa ipotesi.
Tra i feriti ci sono due poliziotti. Un elicottero di soccorso è atterrato nella piazza. Le autorità hanno chiesto a chi si trovava nei dintorni di mettersi al riparo e hanno sconsigliato a cittadini e turisti di raggiungere il centro, che resta transennato.
Annette, una testimone di circa sessant’anni, ha raccontato all’AFP: «È una tragedia per Cracovia, non abbiamo mai visto una cosa simile. Ho visto un uomo fare il giro della piazza e sparare alla gente». Molti passanti, sotto choc, hanno trovato rifugio nei negozi della zona.
Tusk, Nawrocki e la reazione del governo polacco
Il primo ministro Donald Tusk ha parlato su X di una «tragica sparatoria». Ha scritto che il ministero dell’Interno lo tiene aggiornato e che «la polizia sta indagando sul contesto e su tutte le circostanze di quanto accaduto».
Il presidente della Repubblica Karol Nawrocki ha espresso «immensa preoccupazione». Ha detto di essere in contatto con le autorità competenti e di attendere «una spiegazione completa delle circostanze di questi eventi drammatici». Poi ha aggiunto: «La sicurezza dei polacchi è una priorità assoluta». Le parole vanno lette dentro la coabitazione che divide il vertice dello Stato. Da un lato c’è il governo centrista di Tusk, dall’altro un capo dello Stato espressione della destra conservatrice. La richiesta di una spiegazione «completa» suona anche come un’indicazione politica rivolta all’esecutivo.
Il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński ha annunciato che stasera sarà a Cracovia. Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Polonia, Tom Rose, è intervenuto su X. Ha definito la strage «un attacco selvaggio e omicida che ha infranto la pace della Polonia» e ha scritto che «l’America sta con la Polonia in quest’ora buia».
Alcuni media hanno riferito che nella piazza sarebbe stata in corso una manifestazione antigovernativa. Gli inquirenti non hanno indicato alcun collegamento fra il raduno e l’azione dell’uomo.
Movente e profilo dello sparatore di Cracovia
L’identità dell’arrestato non è stata resa nota, così come il movente. Le informazioni disponibili delineano soltanto alcuni tratti. L’uomo indossava abiti di foggia militare e usava armi da guerra, con un arsenale e una scorta di munizioni nel bagagliaio. Questi elementi fanno pensare a un’azione preparata più che a un gesto d’impeto. Restano aperte tutte le ipotesi: il crimine organizzato, la radicalizzazione, il disagio psichico.
Una domanda riguarda la provenienza delle armi. In Polonia il porto e la detenzione sono soggetti a permesso. Negli ultimi anni, però, la guerra in Ucraina ha cambiato il rapporto del Paese con le armi. Varsavia ha promosso programmi di addestramento militare per i civili e l’interesse per armi e poligoni è cresciuto. Capire come un singolo sia arrivato a disporre di armi di tipo militare sarà uno dei punti centrali dell’indagine.
Polonia, la sicurezza interna dopo gli accoltellamenti di ottobre
Le sparatorie mortali sono rare in Polonia, Paese di 38 milioni di abitanti, membro dell’Unione europea e della Nato. Il livello di allerta era però già alto dopo una serie di aggressioni con il coltello avvenute a ottobre. Tusk le aveva attribuite a un «culto della violenza» alimentato dai social network.
Quella lettura sposta l’attenzione sulle piattaforme. Lascia invece in secondo piano altri fattori: i servizi di salute mentale, i controlli sulla circolazione delle armi, il lavoro di prevenzione e di intelligence sul territorio. Sono gli strumenti che permettono di intercettare chi si prepara a colpire. Più agenti nelle piazze e più telecamere non bastano a sostituirli.
C’è poi il clima geopolitico. Varsavia, alleata di Kiev dall’invasione russa del 2022, ha più volte denunciato sabotaggi e azioni di guerra ibrida russa sul proprio territorio. Mosca ha sempre respinto le accuse. Finora nessun elemento collega la strage di oggi a quel quadro, e il rischio è che una cornice preesistente venga adattata a un fatto ancora tutto da ricostruire.
Cracovia, la città simbolo colpita nel suo centro storico
Cracovia, seconda città della Polonia con oltre 800.000 abitanti, dista circa 250 chilometri da Varsavia. Il suo centro storico è patrimonio Unesco. La piazza del Mercato, tracciata nel 1257, ospita il Mercato dei Tessuti e la Basilica di Santa Maria. Secondo il Comune, nel 2025 la città ha accolto 16,2 milioni di visitatori. Gli spari hanno colpito proprio il luogo più frequentato del Paese, mentre i soccorritori trasportavano i feriti negli ospedali con ambulanze ed elicotteri.