Sei allarmi bomba sui voli europei: metà sono Ryanair. C’è uno schema?

Sei voli passeggeri, quattro Paesi, una sola mattina e nessun ordigno. Oggi una serie di allarmi bomba ha colpito aerei diretti a Fiumicino, Varsavia, Murcia e Sofia. Ne sono seguiti evacuazioni e ispezioni degli artificieri. Nel caso di Roma si sono alzati anche i caccia dell’Aeronautica militare. Tutti gli aerei sono atterrati senza conseguenze e tutte le verifiche hanno dato esito negativo. Colpisce però un dato: tre dei sei voli presi di mira erano Ryanair, e due di questi sono atterrati a Fiumicino a circa un’ora di distanza. Chi abbia inviato le segnalazioni, e con quale scopo, al momento non è noto.
Allarmi bomba a Fiumicino, i voli Ryanair da Lisbona e Dublino
Il primo caso riguarda un aereo Ryanair arrivato da Lisbona intorno alle 9.40. Una segnalazione anonima ha fatto intervenire gli artificieri della polizia, che hanno ispezionato velivolo, passeggeri e bagagli. Lo scalo romano ha poi chiuso la vicenda con una nota: «I controlli su passeggeri, bagagli e aereo hanno dato esito negativo e l’allarme è stato revocato».
Poco dopo è arrivata una seconda segnalazione, distinta dalla prima. Riguardava il volo FR9611 partito da Dublino, scortato in avvicinamento dai jet militari italiani fino all’atterraggio, avvenuto verso le 10.45. Un portavoce dell’aeroporto ha confermato che l’Aeronautica ha accompagnato il volo e che a terra sono state applicate le stesse procedure di sicurezza usate per l’aereo da Lisbona. Anche in questo caso non è stato trovato nulla.
Allarmi bomba sui voli in Europa, da Varsavia a Murcia e Sofia
Il quadro più critico si è registrato in Polonia. Un volo della compagnia di bandiera LOT, partito da Londra Heathrow con 181 persone a bordo, ha ricevuto in volo l’avviso di una presunta bomba. Il Boeing 737 MAX è stato dirottato dall’aeroporto principale Chopin allo scalo secondario di Modlin, solitamente usato dalle compagnie low cost. Dopo l’atterraggio l’aereo è stato portato in un’area isolata e i passeggeri sono stati evacuati. Modlin è rimasto chiuso temporaneamente. «I passeggeri sono stati evacuati e l’aereo è stato sottoposto ai controlli di sicurezza. Non è stato trovato nulla», ha dichiarato il portavoce Adam Szablowski, aggiungendo che lo scalo è tornato operativo.
Sempre a Varsavia, una minaccia ha colpito il volo SAS SK751 da Copenaghen. L’aereo è atterrato regolarmente al Chopin, dove l’ispezione ha escluso la presenza di esplosivi. Per le verifiche è stata chiusa una pista, mentre il resto dello scalo ha continuato a lavorare.
In Spagna il protocollo di sicurezza è scattato all’aeroporto di Murcia per un Ryanair proveniente da Manchester: sono scesi 114 passeggeri e sette membri dell’equipaggio. Il delegato del governo nella regione, Francisco Lucas, ha riferito che la Guardia Civil ha escluso la presenza di ordigni e che lo scalo ha ripreso l’attività.
In Bulgaria, infine, gli agenti dell’antiterrorismo hanno controllato un aereo atterrato a Sofia dopo una minaccia arrivata via email, secondo quanto comunicato dalle autorità locali. Sulla provenienza del volo i resoconti non coincidono: i media bulgari indicano Bergamo, mentre in altre ricostruzioni si parla di un aereo in arrivo da Israele.
La serie si salda a un episodio di ieri. Un volo Wizz Air da Londra Luton a Sofia è stato dirottato su Budapest e scortato da un caccia ungherese dopo una minaccia analoga. La compagnia ha comunicato che i controlli non avevano rilevato nulla e che il volo avrebbe proseguito verso la Bulgaria.
Falsi allarmi bomba, cosa si sa dello schema
Gli elementi certi sono pochi. Si tratta di segnalazioni esterne, anonime, in almeno un caso inviate per posta elettronica. Questo esclude l’ipotesi di guasti tecnici o di errori dei sistemi di bordo. Gli episodi si sono concentrati in poche ore della mattinata e hanno colpito soprattutto rotte interne all’Europa. Il bersaglio sono sempre stati aerei già in volo o appena atterrati.
Finora nessuna autorità ha detto pubblicamente se le minacce abbiano un’unica origine. Non sono state riferite rivendicazioni né piste investigative. Fuori dall’Italia il racconto è simile. La stampa irlandese si concentra sul volo da Dublino. Quella tedesca parte da Varsavia e parla di una «curiosa serie» di segnalazioni, che a suo giudizio indica falsi allarmi. Sottolinea però che ogni minaccia va presa sul serio e che ha effetti concreti su centinaia di viaggiatori. La sequenza, con sei voli in una mattina dopo il caso Wizz Air di ieri, rende difficile considerare gli episodi indipendenti l’uno dall’altro. Stabilirlo spetta comunque alle indagini.
Ryanair, perché tre voli su sei
Nessuna fonte spiega perché la compagnia irlandese sia stata colpita più delle altre. Una possibile spiegazione è la sua dimensione: Ryanair è il primo vettore europeo per passeggeri trasportati, e più voli significano maggiore esposizione. L’ipotesi però non spiega perché le minacce abbiano raggiunto due suoi aerei sullo stesso scalo nel giro di un’ora.
C’è anche un aspetto di comunicazione. Nelle ricostruzioni disponibili gli esiti dei controlli sono stati confermati dagli aeroporti, dalla Guardia Civil e dalle autorità bulgare, cioè da soggetti istituzionali. Una dichiarazione pubblica di Ryanair non compare. Ieri Wizz Air aveva invece informato direttamente sull’esito delle verifiche. Per i passeggeri dei tre voli coinvolti l’unica informazione ufficiale è arrivata dagli scali.
Passeggeri e aeroporti, il costo di una segnalazione anonima
L’impatto operativo è misurabile. Uno scalo è stato chiuso, un altro ha perso una pista e un terzo ha sospeso l’attività. Centinaia di persone sono state fatte scendere e trattenute nei terminal durante le ispezioni, mentre si accumulavano ritardi a catena sulle rotazioni successive. Chi ha inviato i messaggi ha sostenuto un costo minimo, mentre le procedure di sicurezza impongono una risposta completa a ogni avviso.
Il conto finale ricade sui viaggiatori. Secondo il regolamento europeo 261/2004 sui diritti dei passeggeri, i rischi per la sicurezza rientrano di norma tra le circostanze eccezionali che escludono il risarcimento per ritardi e cancellazioni. Resta l’obbligo di assistenza a carico del vettore, cioè pasti, bevande e, se necessario, sistemazione. Le autorità dei Paesi coinvolti non hanno ancora comunicato sviluppi sull’origine delle minacce.