— 📻 Radio Byoblu 3.0 Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter ♥ Sostieni
Il primo blog di informazione indipendente
Ultim'ora
Iscriviti alla newsletter✉ Newsletter byoblu [3.0]
Politica

Corona pubblica le confidenze di Grillo: I soldi, la solitudine e la vendetta di Salvini calata sul figlio Ciro

In una conversazione registrata a casa sua, il fondatore del M5S parla del crollo dei guadagni, dell’abbandono, del processo al figlio e del CSM
Byoblu·25 settembre 2026

Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, parla dei soldi persi, della solitudine, del processo al figlio Ciro, di immigrazione e di giustizia. Lo fa in una conversazione registrata nella sua casa e diffusa oggi da Fabrizio Corona nel suo programma YouTube Coronasland. Secondo Corona, l’incontro risale a circa otto mesi fa. Grillo, stando al racconto dello stesso Corona, non sapeva che quelle frasi sarebbero finite in rete: nel video viene presentato come «l’ospite che non sa di essere ospite».

Il filmato esce in un momento preciso. Nelle ultime settimane Grillo è tornato al centro della scena con un’intervista in un podcast e con le voci, non confermate, di un suo possibile ritorno in politica.

Beppe Grillo e i soldi: «Fatturavo 6 milioni l’anno»

La prima frase riguarda il denaro. «Io c’ho rimesso tutto», dice Grillo. «Io fatturavo 6 milioni l’anno, ora sono a 50.000, 70.000».

Negli ultimi anni i suoi rapporti con il M5S si sono interrotti: il Movimento ha chiuso il contratto di consulenza per la comunicazione che lo legava al partito, e l’assemblea degli iscritti ha poi abolito il ruolo di garante che Grillo ricopriva.

Le origini del Movimento: «L’ironia è la base di tutto»

Grillo ricorda gli inizi. «Non eravamo pronti, ed era il nostro bello. Dilettanti, era bellissimo». Il Movimento, dice, era nato «gridando delle cose». Cita il camper e la traversata a nuoto dello Stretto di Messina, compiuta nel 2012 alla vigilia delle elezioni regionali siciliane. «La gente impazziva, ma era con un filo di comicità».

Poi la frase che riassume il suo metodo: «Se si perde l’ironia delle cose, perdi la battaglia. L’ironia è la base di tutto».

La solitudine: «Due chiamate in una settimana»

Il passaggio più personale riguarda il telefono. Grillo lo indica e dice che, se lo lasciasse lì per una settimana, troverebbe «due chiamate, magari è lei», riferendosi con ogni probabilità alla moglie.

Subito dopo aggiunge una lettura lucida di questa condizione: «Capisco, no? Tutte le relazioni che avevo è perché avevo quel certo potere».

Nel commento, Corona sintetizza il pensiero di Grillo con frasi come «mi hanno lasciato solo, mi hanno tolto tutto».

Il processo a Ciro Grillo e la tesi della «vendetta»

Il cuore della conversazione è la vicenda giudiziaria del figlio. Ciro Grillo è accusato, insieme a tre amici, di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza. I fatti risalgono all’estate del 2019 in Sardegna. Il processo si è svolto davanti al tribunale di Tempio Pausania e si è chiuso in primo grado con una condanna. Secondo quanto affermato nel video, l’appello sarebbe fissato a novembre.

Grillo collega la scelta dell’avvocata Giulia Bongiorno come legale della ragazza a un «tentativo di vendetta» dopo «l’autorizzazione a procedere». Il riferimento è all caso Open Arms. Bongiorno, senatrice della Lega, è l’avvocata di Matteo Salvini in quel procedimento. Nel 2020 il Senato autorizzò il processo contro l’ex ministro dell’Interno anche con i voti del M5S. Salvini è stato poi assolto in primo grado nel dicembre 2024.

Immigrazione: «Sapevamo che andare a favore…»

Grillo parla anche delle scelte politiche del Movimento. «Eravamo in quelle stanze lì, sapevamo che andare a favore dell’immigrazione lo prendevi nel culo». E aggiunge: «Era quella la narrativa che nasceva, ed è giusto».

Il M5S ha governato con la Lega tra il 2018 e il 2019, la stagione dei decreti sicurezza.

Nello stesso passaggio Grillo confronta i documenti di identità italiani con quelli di altri Paesi: «Noi abbiamo il passaporto che dice la nazionalità, che non te ne frega niente». Altrove esistono sistemi biometrici che, guardando una persona, ne restituiscono il curriculum.

Giustizia e CSM: «La Costituzione non l’aveva previsto»

L’ultimo tema è la magistratura. Grillo descrive un sistema che ragiona per statistiche: «Fanno la media. Quante assoluzioni e quante condanne hai fatto? Devono tenere delle medie». Parla di investimenti in digitalizzazione legati al numero di processi. Poi attacca: «E poi ci scandalizziamo per la carriera dei giudici quando fai tre CSM».

Grillo prosegue: «La Costituzione non aveva mai previsto un CSM, mai. De Gasperi non ce l’aveva il CSM, non aveva la Corte costituzionale, non aveva le regioni». E il passaggio si chiude con una bestemmia.

In realtà, a Costituzione del 1948 prevede espressamente il CSM (articoli 104 e 105), la Corte costituzionale e le regioni. È vero però che durante i governi De Gasperi, tra il 1945 e il 1953, nessuno di questi organi era ancora operativo. La Corte costituzionale ha iniziato a lavorare nel 1956. Il primo CSM si è insediato nel 1959. Le regioni a statuto ordinario sono state elette per la prima volta nel 1970.

Nessuna di queste dichiarazioni, finora, è stata commentata pubblicamente da Grillo.

📻 RADIO Caricamento…