Il governo schiera l’esercito. 500 militari a Milano. Semplice atto dovuto?

Il governo schiera l’esercito a Milano. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha disposto l’invio di altri 500 militari nel capoluogo lombardo. Andranno a rafforzare l’operazione Strade sicure dopo i saccheggi e gli scontri che sabato e domenica hanno colpito il centro della città. La misura dovrebbe confluire nel decreto legge sull’ordine pubblico atteso domani, alle 17.30, in Consiglio dei ministri. Il presidente della Repubblica ha definito «inaccettabile» ogni violenza e ha parlato di aggressioni arrivate da «soggetti inediti». Il bilancio della Questura conta 270 fermi e 32 arresti. Tra i fermati, i minorenni sono quasi l’80%.
Militari a Milano, cosa prevede il decreto sicurezza
I 500 soldati si aggiungono a quelli già impiegati a supporto di polizia e carabinieri nel presidio del territorio. Fonti dell’esecutivo riferiscono che si valuta anche di attribuire ai militari funzioni di polizia giudiziaria. In parole povereo, questo permetterebbe ai soldati di compiere direttamente atti come sequestrare prove, raccogliere dichiarazioni e procedere ad arresti in flagranza nei casi previsti dalla legge. Sarebbe un salto di qualità rispetto al semplice pattugliamento. Sul dossier lavorano Crosetto e il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego, candidato di Forza Italia alla carica di sindaco di Milano.
La decisione è maturata in un vertice a Palazzo Chigi convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Erano presenti i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, quest’ultimo in videocollegamento, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa) e Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici dell’intelligence, della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. I contenuti definitivi del decreto restano ancora da stabilire.
Salvini ha rivendicato la misura con un messaggio sui social prima ancora del varo: «Dalle parole ai fatti! 500 militari in più per difendere Milano. Vittoria Lega». Il leader leghista ha chiesto anche di accelerare la proposta di legge del partito definita «anti-maranza». Tra le ipotesi in discussione compaiono misure per gli under 18. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha difeso il fermo preventivo per i minorenni come «una misura di sicurezza» e ha richiamato i metodi della polizia francese.

Mattarella: «Violenze da soggetti inediti», solidarietà ai feriti
Il capo dello Stato è intervenuto all’assemblea nazionale delle Province, al teatro Cavour di Imperia. «Alle forze dell’ordine e in particolare ai quasi 200 loro feriti va la solidarietà della comunità nazionale», ha detto. Poi ha chiesto «un’analisi intelligente e approfondita» e «un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti». Questa condizione, ha aggiunto, «pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili».
Con la formula dei «soggetti inediti» il Quirinale riconosce che la natura del fenomeno sfugge alle categorie consuete. Restano da capire chi siano quei ragazzi, come si siano organizzati e perché.
Guerriglia a Milano, il bilancio di arresti e danni
Gli assalti hanno colpito via Torino, piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e la zona di Cordusio. Li hanno compiuti gruppi di giovanissimi, in gran parte travisati, che si erano dati appuntamento attraverso i social network. Vetrine sfondate, dehors distrutti, auto danneggiate. Amsa, l’azienda dei rifiuti, ha contato oltre 280 cestini stradali danneggiati e circa 500 ore di lavoro per ripulire il centro.
La Procura ha chiesto il carcere per undici arrestati. Le accuse sono, a vario titolo, resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio, reato che prevede fino a 15 anni. Nella sua richiesta la pm Giovanna Cavalleri parla di indagati che hanno dato prova di «una assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza». La pm Aurora Stasi osserva che gli scontri di domenica hanno ricalcato una manifestazione «del tutto speculare» a quella del giorno prima. Le richieste sono ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari. Gli interrogatori dei maggiorenni sono iniziati oggi a San Vittore. Quelli dei minorenni si terranno all’istituto Beccaria.
Confcommercio Milano stima danni per oltre un milione di euro. Secondo il segretario generale Marco Barbieri, pesano di più i mancati incassi e le disdette. Nell’area colpita le cancellazioni di soggiorni e prenotazioni supererebbero il 50%.
Oggi il clima è rimasto teso. Nel Quadrilatero della Moda molte boutique hanno abbassato le serrande nel primo pomeriggio. Ha chiuso anche un supermercato vicino a piazza Fontana. A Legnano circa duecento studenti si sono radunati davanti all’istituto Bernocchi e poi si sono spostati verso il commissariato. Lì è partita una sassaiola e un agente sarebbe stato colpito. L’allerta si è estesa a Cremona, dove circolano messaggi su possibili disordini. Una pagina Instagram nata da poco, «Movimento 17 ottobre», annuncia una «mobilitazione permanente ogni sabato» alle 15, «fino alla caduta di questo governo».

Sicurezza a Milano, la risposta militare e le cause sociali
Le voci arrivate dal mondo produttivo indicano una direzione diversa dalla sola risposta armata. «Le forze dell’ordine fanno quello che possono ma non si può scaricare solo su di loro la responsabilità, serve un processo educativo e sociale», ha detto Barbieri. Il segretario di Confcommercio ha citato le «aree dormitorio» della città, prive di spazi di socialità. Marco Accornero, segretario dell’Unione Artigiani, ha definito i fatti «vandalismo» da condannare «senza ambiguità». Ha anche proposto percorsi di giustizia riparativa che mettano i minorenni di fronte a chi ha subito i danni.
Perfino dentro il centrodestra c’è chi indica le cause materiali. Amir Atrous, responsabile immigrazione di Forza Italia a Milano, ha richiamato il carovita, il costo delle case e degli affitti e gli stipendi «fermi da trent’anni». La Lega gli ha replicato con durezza. Salvini sostiene la tesi opposta: «Non si tratta di disagio sociale se parti per menare dei dipendenti».
La competizione elettorale per Palazzo Marino attraversa la vicenda. Un sottosegretario candidato sindaco scrive il decreto. Un vicepremier rivendica la misura come vittoria di partito. Il consiglio comunale è stato sospeso per l’assenza di Giuseppe Sala, che riferirà lunedì prossimo. Lo stesso sindaco ha avvertito: «Non è questo il tempo di cercare voti».
Esercito in strada, una scelta che va oltre l’emergenza
Di fronte a due giornate di devastazione l’invio di rinforzi era difficilmente evitabile. Proprio questa inevitabilità solleva però una questione politica. Sabato i disordini sono esplosi. Domenica si sono ripetuti, convocati di nuovo sui social, con modalità che la stessa Procura definisce speculari. Per due giorni il centro della capitale economica del Paese non è stato protetto in modo sufficiente. E le devastazioni sono continuate oggi. Un dispositivo di polizia inadeguato a prevenire assalti annunciati rimanda a carenze strutturali di organico e organizzazione.
Ora arrivano i militari. Il risultato concreto è un salto di qualità: soldati nelle strade di una metropoli europea in tempo di pace, con probabili poteri di polizia giudiziaria. La misura arriva in una stagione segnata dalla corsa al riarmo, dal caro energia e carburanti e da conflitti evocati di continuo come minaccia imminente. La crisi di Milano ha prodotto lo strumento giuridico e politico per normalizzare la presenza dell’esercito sul territorio, e difficilmente sarà ritirato quando l’emergenza sarà rientrata.
Nel 2008 Francesco Cossiga, già capo dello Stato e ministro dell’Interno, teorizzò in un’intervista l’uso di infiltrati violenti per screditare le proteste studentesche. La richiesta di Mattarella di un’analisi «approfondita», che ha fatto eco al suggerimento di Beppe Sala di espletare accertamenti di intelligence approfonditi, andrebbe presa alla lettera, in tutte le direzioni.
Una osservazione personale: la distruzione della capitale economica del paese ha consentito l’arrivo dei militari. Per quanto le forze dell’ordine abbiano pattugliato le strade, secondo le loro forze, le immagini restituiscono una incredibile libertà di movimento e di azione quasi indisturbata per i teppisti. I milanesi che hanno a cuore la loro città, i commercianti ma anche i cittadini che vorrebbero tornare a vivere la Milano dove sono cresciuti, salutano quindi con favore questa misura. Ma i militari non risolvono i problemi di approvvigionamento energetico, né i costi del diesel che bloccano le merci, con i supermercati che si svuotano, e neppure fermano la corsa al riarmo che prelude a conflitti militari che il popolo non vuole. Tuttavia, è certamente molto utile averli già dispiegati sul territorio, quando questi problemi dovessero produrre i loro effetti (moti, insurrezioni o disordini sociali). Bene, adesso, grazie a un’orda di piccoli zombie telecomandati, arrivati da non si sa bene dove e organizzatisi alla luce del sole su un profilo Instagram, adesso l’esercito nelle strade ce lo abbiamo. E con poteri che prima non aveva. Quasi quasi a qualcuno potrebbe venire voglia di ringraziarli, questi provvidenziali maranza.
Domani il Consiglio dei ministri definirà il perimetro del decreto. Mercoledì alle 18.30 la Cgil ha convocato una piazza in piazza della Scala. Sabato alle 15 è fissato il primo appuntamento annunciato dal «Movimento 17 ottobre»: sarà la prima prova per il nuovo dispositivo militare.