Italia-Belgio 0-2: il ritorno di Mancini finisce tra i fischi

Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale finisce come nessuno sperava. Stasera, allo Stadio Olimpico di Roma, il Belgio ha battuto l’Italia 2-0 nella prima giornata del Gruppo A1 di Nations League. Hanno segnato Mika Godts al 20′ e Dodi Lukebakio al 69′. Per il ct erano passati 1.195 giorni dall’ultima partita ufficiale in azzurro, il 18 giugno 2023. Il pubblico lo ha accolto con gli applausi e salutato con i fischi.
Italia-Belgio, un primo tempo da incubo
L’avvio aveva illuso. Ritmo alto, squadre a viso aperto. All’8′ Pio Esposito colpisce il palo su cross di Barella, ma è fuorigioco. Un minuto prima Donnarumma aveva già dovuto respingere un rasoterra di De Ketelaere, lanciato da De Bruyne.
Poi la serata si rompe. Al 20′ Alessandro Romano, vent’anni, alla prima convocazione e subito titolare, perde un pallone in costruzione a centrocampo. De Bruyne serve Godts, che fa sedere Gianluca Mancini e Coppola e batte Donnarumma.
Da lì in avanti è un monologo belga. Coppola perde un altro pallone e Donnarumma salva due volte, su De Ketelaere e su Raskin. Moreira, a due metri dalla porta, riesce a non centrarla. Godts sfiora il raddoppio di testa, De Cuyper ci prova in diagonale. L’unico lampo azzurro è un tiro al volo di Kean che trova l’esterno della rete. All’intervallo l’Olimpico fischia.
La ripresa: l’illusione e la doccia fredda
L’Italia rientra con un altro piglio. Al 47′ Kean calcia di prima e Lammens respinge col piede. Al 53′ tocca a Pio Esposito, servito da Cambiaghi: ancora Lammens. Il pubblico applaude, per un quarto d’ora sembra un’altra partita.
Mancini prova a spingere con tre cambi al 65′: dentro Scalvini, Frattesi e Daniel Maldini. Ma al 69′ arriva il colpo che chiude i conti. Barella perde palla, De Ketelaere innesca Lukebakio, entrato da una decina di minuti, che dal limite piazza il sinistro nell’angolino. Donnarumma non può nulla.
Il resto è rumore di fondo. Calafiori ci prova dalla distanza, all’87’ Scalvini da due passi spara sopra la traversa. Esordi per Zoma e Doumbia, fischi per Barella all’uscita dal campo. E nel recupero il nervosismo esplode: duro faccia a faccia tra Donnarumma e Lukaku, subentrato nel finale. Otto ammoniti in totale, tre dei quali italiani.
Le parole di Mancini nel post-partita
Il ct sceglie di vedere il bicchiere mezzo pieno. «Il primo tempo il Belgio ha giocato meglio, il secondo invece abbiamo giocato noi. Sulle occasioni potevamo pareggiare», ha detto. Alla domanda se la prestazione fosse al di sotto delle aspettative, ha risposto secco: «No». E sui fischi: «Non siamo contenti quando perdiamo».
Prima della partita, il capitano Donnarumma aveva promesso ben altro: «Siamo tornati carichi e con la voglia di riportare l’Italia dove merita». E ancora: «Sicuramente ci divertiremo». Qualcuno, stasera, si è divertito davvero. Ma parlava fiammingo e francese.
Il giudizio che arriva da Bruxelles
Oltre confine il verdetto è netto. La stampa belga parla di Diavoli Rossi «convincenti» contro un’Italia «in mancanza di concretezza». Su Godts, giovane talento del PSG, si legge che ha «fatto ballare» la coppia centrale azzurra prima di concludere con calma. Per il Belgio era la prima uscita dopo il Mondiale negli Stati Uniti e il debutto in panchina dell’olandese Mark van Bommel. Un esordio perfetto, che a Bruxelles viene celebrato come una serata storica.
In Italia le pagelle confermano il quadro. Donnarumma è l’unico a salvarsi, con voti tra il 6,5 e il 7: senza di lui il passivo sarebbe stato più pesante. Di Lorenzo, travolto sulla sua fascia, prende 4,5. Romano oscilla tra il 4,5 e il 5. Godts si guadagna un 8. E al ct arriva un 5, con una motivazione che pesa: pochi giorni di lavoro, sì, ma anche scelte che non hanno reso, da Coppola a Romano fino a Di Lorenzo.
I numeri di una serata amara
All’Olimpico c’erano 47.155 spettatori, per un incasso di oltre 1,1 milioni di euro. Prima del fischio d’inizio, un minuto di silenzio per ricordare Mazzola e Baresi. La storia dei precedenti diceva Italia: su 26 sfide ufficiali, 17 vittorie azzurre, 5 pareggi e appena 4 successi belgi. Ora sono cinque.
Nell’altra partita del girone la Francia di Zidane ha battuto 1-0 la Turchia di Montella, con gol di Mbappé. Lunedì gli azzurri volano proprio in Turchia.
La medicina del bel gioco e un paziente che non guarisce
Facciamo un passo indietro. L’Italia arriva a questa Nations League dopo il disastro contro la Bosnia, che le è costato l’ennesimo Mondiale guardato dal divano. Per ripartire, la Federazione ha scelto un nome già visto: l’uomo del trionfo europeo del 2021 e, insieme, del Mondiale 2022 mancato. Una scommessa sul passato per costruire il futuro.
La ricetta annunciata era la solita: bel gioco, coraggio, spazio ai giovani. Detta così suona quasi ovvia. Il problema è che stasera il bel gioco lo ha fatto il Belgio, e il giovane che doveva essere il simbolo del nuovo corso è stato mandato allo sbaraglio contro De Bruyne, al debutto assoluto.
Molti diranno che la Nations League conta poco, che è un torneo che non scalda nessuno. Ma i fischi dell’Olimpico raccontano un’altra cosa: la pazienza del pubblico è finita. Non si fischia una partita inutile. Si fischia una Nazionale che da anni promette di tornare «dove merita» e non trova mai la strada.
Mancini dice che il secondo tempo è stato fatto «benissimo». Forse. Ma anche nel secondo tempo il Belgio ha segnato, e l’Italia no. Lunedì, a casa di Montella, servirà qualcosa di più di un tempo su due. Altrimenti la domanda non sarà più se il ct abbia bisogno di tempo. Sarà se il tempo, per questa Nazionale, non sia già scaduto.
Sarebbe da chiedere a Maldini, Leonardo e Andrea Pirlo come l’hanno vista e come l’hanno vissuta. Loro che avrebbero dovuto rilanciare la nostra nazionale, se Malagò non avesse ceduto alla politica.
Anzi, forse sarebbe da chiedere a La Russa. Potrebbe farlo lui, il CT. O magari potrebbe scendere proprio in campo? I risultati forse non sarebbero tanto diversi.