L’Italia di Mancini riparte stasera dal Belgio: il bel gioco come medicina. Dove vederla.

L’Italia di Roberto Mancini riparte dal Belgio. Stasera, allo Stadio Olimpico di Roma (Rai 1, 20:45), gli azzurri giocano la prima partita del girone di Nations League, il torneo tra nazionali organizzato dalla UEFA, cioè la federazione calcistica europea. È anche la prima partita del ritorno di Mancini in panchina, poco più di tre anni dopo l’addio del 2023 ( e dopo la figuraccia fatta con i poveri Maldini, Leonardo e Pirlo). Serve a ripartire dopo il Mondiale mancato. Il Ct ha indicato la sua ricetta alla vigilia: giocare bene e fare risultato, «questa è l’unica medicina». (grazie al c@xx… verrebbe da dire con un eufemismo. Si fa per scherzare).
Dall’altra parte c’è un altro esordiente, l’olandese Mark van Bommel, al debutto sulla panchina dei Diavoli Rossi. La partita va in chiaro su Rai 1, con telecronaca di Alberto Rimedio e commento tecnico di Lele Adani. In streaming si vede gratis su RaiPlay.
Mancini bis, due allenamenti per ricominciare
Il tempo a disposizione è stato poco. Mancini lo ha ammesso in conferenza stampa: «Non sarà semplice perché abbiamo avuto due giorni per preparare questa partita. Le nazionali però sono così e dobbiamo essere veloci». A chi gli chiedeva se qualche giocatore lo avesse già convinto più di altri, ha risposto: «Magari, ho avuto 2 allenamenti».
Sulla ferita ancora aperta, la notte di Zenica, il ct ha scelto di guardare avanti: «Il calcio è fatto di questo, a volte si perdono partite assurde come è capitato all’Italia, ma bisogna andare avanti, c’è l’opportunità di rifarsi anche velocemente».
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: «Speriamo di arrivare alla finale per il titolo». Mancini ha ricordato che con la sua prima Italia si era fermato alla finale per il terzo posto, vinta contro l’Olanda nel 2023. Sul Belgio usa cautela: «È una squadra forte e non sarà facile, ha un grande allenatore».
C’è spazio anche per i giovani, con una difesa preventiva dei loro possibili errori. Mancini cita Gianluigi Donnarumma e Nicolò Barella, lanciati giovanissimi: «Vanno aiutati, i ragazzi migliorano facendo qualche errore. Dobbiamo credere in loro». E sul centrocampo mette le mani avanti: «Oggi abbiamo centrocampisti diversi rispetto a Jorginho e Verratti».
Le probabili formazioni di Italia-Belgio
Mancini ha parlato di due ballottaggi da sciogliere solo stamattina. Secondo le ultime indiscrezioni, l’Italia dovrebbe schierarsi con il 4-3-3. Mateo Retegui non è stato nemmeno convocato. Al centro dell’attacco dovrebbe giocare Pio Esposito, con Moise Kean spostato a sinistra, soluzione che Mancini aveva già adottato nel 2019. In mezzo al campo c’è Romano, in evidenza a inizio stagione con il Cagliari. In difesa Coppola accanto a Gianluca Mancini, con Riccardo Calafiori al posto dell’assente Federico Dimarco. Sandro Tonali, fermato da un problema leggero, dovrebbe essere a disposizione.
Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo, Mancini, Coppola, Calafiori; Barella, Romano, Tonali; Cambiaghi, P. Esposito, Kean.
Il Belgio dovrebbe partire con Charles De Ketelaere da falso nove, cioè un attaccante che arretra per legare il gioco, e con Romelu Lukaku in panchina. Jérémy Doku, infortunato, non è stato convocato. Leandro Trossard ha problemi fisici. Titolare Kevin De Bruyne.
Belgio (4-2-3-1): Lammens; Seys, Mechele, Ngoy, De Cuyper; Lavia, Tielemans, De Bruyne; Lukebakio, De Ketelaere, Godts.
Resta aperto il caso Tresoldi, l’attaccante conteso con la Germania. Mancini ha raccontato che il ragazzo ha dato la parola all’allenatore dell’Under 21 per la fase finale dell’Europeo di giugno. «Ha detto che si sente 50% italiano e 50% tedesco, speriamo da giugno sarà 51% italiano e 49% tedesco».
A cosa serve la Nations League
La Nations League ha preso il posto delle vecchie amichevoli. Sulla carta è un torneo minore. In pratica pesa sul futuro immediato. Le squadre sono divise in leghe per livello: l’Italia gioca nella Lega A, la più alta, nel gruppo 1 con Belgio, Francia e Turchia. Quattro partite in 11 giorni: dopo i belgi, due volte i turchi e poi i francesi.
Il motivo più concreto riguarda Euro 2028. Le regole UEFA stabiliscono che le teste di serie dei 12 gironi di qualificazione saranno le prime quattro squadre classificate, le quattro seconde e le quattro terze dei gruppi di Lega A. Chi vince il girone finisce in un gruppo di qualificazione da quattro squadre anziché da cinque. Un buon piazzamento offre inoltre una possibilità di ripescaggio ai playoff in caso di mancata qualificazione diretta.
Arrivare ultimi significa invece rischiare la retrocessione nella Lega B: le due migliori quarte vanno allo spareggio, le due peggiori scendono direttamente. Ci sono anche i soldi. La partecipazione alla Lega A vale circa 4,5 milioni di euro per la Federcalcio, cifra che con i risultati può superare i 10 milioni complessivi. E c’è il ranking FIFA, la classifica mondiale delle nazionali, dove l’Italia è oggi quindicesima.
La scommessa del ritorno
Mancini torna nello stadio dove, nel 2021, cominciò la corsa verso il titolo europeo. È anche l’allenatore dell’Italia che mancò il Mondiale del 2022. Le due cose convivono nel suo curriculum e nel giudizio dei tifosi. Alla Nazionale tocca ora ricostruire credibilità dopo l’ennesima esclusione dal Mondiale.
Il ct parla di «pressioni positive» e di ragazzi che «devono divertirsi». Ammette di essere emozionato e dice di non vedere l’ora di sentire l’inno. Chiede tempo per i giovani, ma il calendario non ne concede: dopo il Belgio arrivano la Turchia, due volte, e la Francia. In palio, già da stasera, c’è una parte della strada verso Euro 2028.