Meloni: «Sul Covid emergono fatti incredibili, giusto occuparsene»

Giorgia Meloni torna a parlare della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid e lo fa con parole nette, in un’intervista rilasciata oggi a 10 minuti, la striscia quotidiana condotta da Nicola Porro su Rete 4. Il presidente del Consiglio ha elogiato esplicitamente il lavoro dei giornalisti che seguono i lavori della Commissione, affermando che stanno emergendo «fatti incredibili» e che è «giusto occuparsene».
Il caso che ha catalizzato l’attenzione della premier è quello delle mascherine acquistate durante la pandemia, vicenda al centro degli approfondimenti della Commissione e che coinvolge direttamente l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Meloni ha precisato di non conoscere ancora tutti i dettagli, ma ha aggiunto: «È una storia oggettivamente incredibile. Il fatto che si dica che sono state date commissioni per milioni di euro con soldi degli italiani per importare con gara diretta dalla Cina mascherine farlocche, mentre c’era gente che faceva sacrifici per salvare gli italiani, merita che se ne parli più di Maria Rosaria Boccia?».
La premier e il suo sostegno diretto alla Commissione
Non è la prima volta che Meloni si esprime a favore dei lavori della Commissione Covid. Il fatto che sia il presidente del Consiglio in persona a sostenere pubblicamente l’attività d’inchiesta parlamentare conferisce un peso politico rilevante alle audizioni e alle indagini in corso. Un segnale che si inserisce in un quadro più ampio: pochi giorni fa ho documentato come l’ISS abbia censurato ricercatori interni che avevano segnalato effetti avversi dei vaccini, una vicenda che la Commissione Covid è chiamata a fare luce e che riguarda direttamente la tutela dei diritti di milioni di cittadini italiani.
Sono proprio questi cittadini — vaccinati, danneggiati, silenziati — che devono essere rappresentate. Persone che per anni sono state private della parola, della dignità e, in alcuni casi, persino del riconoscimento istituzionale dei danni subiti. Persone sulle quali, in passato, non sono mancate uscite gravissime da parte di commentatori televisivi, come Giuliano Cazzola che su Rete4 ha potuto dire, impunemente, che sui cittadini non vaccinati servirebbe il piombo.
Conte risponde: «Pronto all’audizione, ma non lascio la Commissione»
Poco dopo le dichiarazioni della premier, è emersa la lettera che Giuseppe Conte ha inviato ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il leader del Movimento 5 Stelle si è detto disponibile a essere ascoltato dalla Commissione, ma a precise condizioni: si dimetterà temporaneamente da componente della Commissione solo nell’immediatezza dell’audizione e solo dopo aver concordato la data, riservandosi il diritto di reinsediarsi subito dopo.
«Da quasi due anni chiedo di essere ascoltato e continuo a non ricevere risposta», scrive Conte, che parla di una «narrazione falsa» costruita da Fratelli d’Italia nei suoi confronti. Tuttavia, il passo fatto è concreto: l’ex premier ha formalmente dichiarato la propria disponibilità all’audizione, rompendo un impasse che durava da mesi.
Il contesto: un’inchiesta che pesa sul M5S
La Commissione Covid, istituita con il compito di ricostruire la gestione della pandemia, sta progressivamente portando alla luce elementi che mettono sotto pressione le figure politiche che guidarono l’Italia durante l’emergenza, Conte in primis. Le vicende legate agli acquisti di dispositivi di protezione, le scelte sui lockdown, le politiche vaccinali e le omissioni su effetti avversi documentati costituiscono un insieme di questioni che milioni di italiani attendono vengano chiarite in modo trasparente e senza sconti per nessuno.
Nei prossimi giorni si attende di capire se la disponibilità espressa da Conte nella lettera ai presidenti delle Camere si tradurrà in un’audizione effettiva.
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