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Cronaca

Steadfast Noon, esercitazione nucleare Nato in Italia: prove tecniche per le bombe nucleari. E nessuno ne sa niente.

Dal 13 ottobre alleati tra Ghedi, Aviano e il Tirreno. Prima dell’annuncio ufficiale, a svelarla era stato un documento tecnico per piloti.
Byoblu·08 ottobre 2026
Cronaca — Byoblu

Martedì prossimo, 13 ottobre, comincia in Italia Steadfast Noon, l’esercitazione annuale di deterrenza nucleare della Nato. Secondo l’Alleanza durerà fino al 23 ottobre e coinvolgerà 17 Paesi membri. Oggi il ministero della Difesa l’ha annunciata con una nota: addestramento programmato, nessuna arma reale, solo verifica di procedure, coordinamento e standard di sicurezza tra le forze alleate. L’Aeronautica Militare conferma che non sono previste armi vere. L’esercitazione arriva nel momento più teso degli ultimi anni tra Nato e Russia, con Mosca che ha evocato apertamente il proprio arsenale atomico per difendere Kaliningrad (per poi successivamente ridimensionare).

Che cosa si simula con Steadfast Noon

Steadfast Noon è la più importante esercitazione nucleare dell’Alleanza Atlantica. Serve a provare la catena che porta le bombe atomiche americane custodite in Europa fino ai caccia dei Paesi alleati, pronti a sganciarle.

Il meccanismo si chiama condivisione nucleare. Gli Stati Uniti mantengono in Europa bombe a gravità del tipo B61. In caso di guerra, possono essere caricate e lanciate anche da aerei di Paesi che armi atomiche proprie non ne hanno, come Italia, Germania, Belgio e Olanda. Sono i cosiddetti aerei a doppia capacità: possono volare con armamento convenzionale o nucleare.

Il programma prevede un allarme simulato, voli di addestramento e il lavoro delle squadre a terra: caricamento delle bombe, rifornimento, manutenzione. Secondo esperti militari, nelle edizioni di ottobre si prova anche il trasferimento delle armi dai depositi sotterranei agli aerei e il loro aggancio sotto i caccia. Per tutte le fasi, compresi gli attacchi simulati, si usano ordigni da esercitazione senza testata.

La Nato non ha diffuso numeri. Il colonnello statunitense David Bull, responsabile delle operazioni nucleari dell’Alleanza, ha detto che la partecipazione sarà simile a quella degli anni precedenti. L’anno scorso si era parlato di circa 2.000 militari e di oltre 70 aerei. L’Italia ospita l’esercitazione per la settima volta: la sede ruota ogni anno tra gli alleati.

La versione della Nato

Il comunicato dell’Alleanza parla di un’«attività di addestramento di routine, pianificata da tempo, che rientra negli sforzi della Nato per mantenere il proprio livello di preparazione». L’esercitazione, si precisa, non è legata all’attualità e non è diretta contro alcun Paese.

Nassima Barrouz, direttrice della politica nucleare della Nato, ha spiegato che la cadenza annuale serve a rendere prevedibili le mosse dell’Alleanza e a ridurre il rischio di errori di calcolo. Lo scopo dichiarato è mostrare che la Nato è pronta a difendere il proprio territorio e dispone dei mezzi per farlo. Bull ha aggiunto che si tratta soprattutto di allenare l’interazione tra tutti i partecipanti, per mantenere una deterrenza nucleare sicura, credibile e affidabile.

Nelle analisi della minaccia dell’Alleanza, da anni, il destinatario principale è la Russia.

La scoperta di Bonelli e il documento ENAV

Ieri, prima dell’annuncio del ministero, l’esercitazione era stata resa pubblica da Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. Bonelli ha spiegato di non averlo saputo dal governo. Ci è arrivato leggendo un supplemento tecnico destinato ai piloti, l’AIRAC S56/26 dell’AIP Italia, cioè la raccolta ufficiale delle informazioni aeronautiche sul nostro spazio aereo. Lo ha pubblicato il 20 agosto l’ENAV, la società che gestisce in esclusiva il controllo del traffico aereo civile in Italia.

Il documento è consultabile da chiunque con una registrazione gratuita. Descrive Steadfast Noon 2026 come un’esercitazione multinazionale su larga scala, con operazioni aeree e navali sul territorio nazionale e su acque internazionali, sopra il Tirreno. La mappa mostra aerei in arrivo da cinque basi: Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani. Si segnalano intensa attività di volo militare, tiri e impiego di velivoli a pilotaggio remoto, senza specificare per quale funzione. Le zone sopra il territorio diventano aree riservate temporanee; quelle sulle acque internazionali, aree pericolose. Le chiusure effettive dei corridoi aerei saranno comunicate il giorno prima di ogni attività, concentrata in quattro giornate.

Il supplemento non nomina le armi nucleari, non elenca i Paesi partecipanti e non indica il numero di aerei. Il collegamento con l’atomica deriva dal nome dell’esercitazione e da un dettaglio della mappa: un sistema di rotte che unisce Ghedi e Aviano alle aree di manovra sul Tirreno.

Ghedi, in provincia di Brescia, e Aviano, in provincia di Pordenone, sono le due basi dove si ritiene siano custodite le bombe B61 americane presenti in Italia. Nessun governo lo ha mai confermato ufficialmente. Vuole anche dire che in caso di conflitto nucleare, quelli sono i siti che presumibilmente un nemico colpirà per primo. Gli abitanti delle zone sono avvisati.

Bonelli presenterà un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto. Il deputato chiede che l’Italia aderisca al Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari, in vigore dal 2021 e mai firmato da Roma, e che pretenda il ritiro delle testate dal territorio nazionale. Secondo Bonelli, la sicurezza si costruisce con il disarmo e la diplomazia.

Sulle date restano differenze. La Nato indica il periodo dal 13 al 23 ottobre. Il ministero parla di una settimana a partire dal 13. Il documento ENAV copre i giorni dal 13 al 20.

Kaliningrad, il fronte che scalda tutto

Kaliningrad è un’exclave russa sul Baltico, schiacciata tra Polonia e Lituania, entrambe nella Nato, e separata dal resto della Russia. Ospita la Flotta del Baltico. Con l’ingresso di Finlandia e Svezia nell’Alleanza, è diventata il punto più esposto del confronto tra Mosca e l’Occidente.

Dopo le manovre alleate di agosto nei pressi dell’exclave, la Russia ha inviato alla Nato un documento in cui accusa l’Alleanza di un «corso pericoloso e sconsiderato», che comporterebbe «alti rischi» di un conflitto armato diretto. Mosca ha definito «provocatorie» le azioni occidentali e si è detta pronta a ricorrere a «tutto il suo arsenale». Il messaggio è esplicito: se la Nato tentasse di isolare Kaliningrad, la Russia sarebbe disposta a usare l’atomica (poi, come si diceva, nei giorni successivi ha ridimensionato la minaccia).

La Nato ha risposto denunciando una «retorica nucleare irresponsabile». La settimana scorsa il segretario generale Mark Rutte ha criticato pubblicamente la lettera russa (non stupisce). I governi europei, come è tristemente noto, accusano inoltre Mosca di sabotaggi e di attacchi ibridi sul continente. L’ambasciata russa in Belgio non ha commentato.

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ha dichiarato che un’escalation con la Russia non conviene a nessuno. Nello stesso mese ha però ribadito che l’Alleanza resterà al fianco di Kiev. La stampa russa riferisce inoltre che il comandante supremo alleato in Europa, il generale statunitense Alexus Grynkewich, starebbe preparando un piano per una «vittoria rapida» sulla Russia in caso di attacco a un Paese membro. E il Capo di Stato Maggiore italiano, Carmine Masiello, ha detto che “gli è stato chiesto” di schierarsi sul fronte est, pronti a intervenire con urgenza.

Deterrenza o escalation per inerzia

La Nato presenta Steadfast Noon come un rito prevedibile, utile proprio a evitare malintesi. Mosca lo legge nel quadro di quella che considera una pressione crescente sui propri confini. Ogni parte giustifica le proprie mosse con quelle dell’altra. È la famosa Trappola di Tucidide. Lettere minacciose, manovre vicino a Kaliningrad e simulazioni atomiche si susseguono, e lo spazio per un negoziato si restringe a ogni passaggio.

In mezzo c’è l’Italia. Il Paese ospita testate che nessun governo ha mai ammesso di custodire. Quest’anno presta anche cielo, basi e mare a un’esercitazione sull’impiego di quelle armi. Il Parlamento non ha discusso nulla. I cittadini, fino a ieri, potevano saperlo solo da un supplemento aeronautico per addetti ai lavori.

La scelta di partecipare alla condivisione nucleare risale alla Guerra fredda e non è mai stata sottoposta a un voto parlamentare esplicito. Oggi viene confermata per continuità, in un contesto in cui una delle due potenze coinvolte parla apertamente di usare l’atomica.

Il prossimo passaggio è l’interrogazione di Bonelli al ministro Crosetto. Intanto, dal giorno prima di ogni fase dell’esercitazione, l’ENAV comunicherà la chiusura dei corridoi aerei sul Tirreno.

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