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Titolare ditta edile schiacciato da cancello: 9 morti nel Salento

Bashkim Rushani, 61 anni, è stato travolto a Casarano mentre rifaceva alcuni pilastri. Carabinieri e Spesal ricostruiscono la dinamica.
Byoblu·04 novembre 2026
Cronaca — Byoblu

Bashkim Rushani, 61 anni, titolare di una ditta edile e residente a Casarano, in provincia di Lecce, è morto schiacciato da un cancello scorrevole mentre lavorava. Secondo le prime ricostruzioni, stava rifacendo alcuni pilastri quando la struttura lo ha travolto. La morte sarebbe stata immediata.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e gli ispettori dello Spesal, il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl. Spetta a loro ricostruire la dinamica.

Al momento le informazioni disponibili non chiariscono diversi aspetti. Resta da capire se il cancello fosse in movimento, se fosse motorizzato, se sia uscito dalle guide o se fosse stato smontato per i lavori. Il legame tra l’intervento sui pilastri e il cedimento del cancello è l’ipotesi più immediata, ma va ancora accertato. Lo stesso vale per eventuali responsabilità.

Morti sul lavoro in Salento: Rushani è la nona vittima dell’anno

Il segretario generale della Cgil di Lecce, Tommaso Moscara, ha ricordato che si tratta della nona vittima sul lavoro in Salento dall’inizio dell’anno. “Siamo di fronte ad un’emergenza quotidiana“, ha dichiarato. Secondo il sindacalista, negli ultimi giorni “solo il caso ha evitato conseguenze fatali” in altri gravi infortuni avvenuti a Maglie, Porto Cesareo e Galatone.

I dati dell’Inail diffusi ieri danno la misura del fenomeno. Nella provincia di Lecce sono state presentate 3.589 denunce di infortunio nei primi nove mesi dell’anno. Al 30 settembre gli incidenti mortali erano otto. Con la morte di Rushani il conto sale a nove.

“I numeri sono impressionanti”, ha aggiunto Moscara. Per il segretario della Cgil, un incidente sul lavoro nasce “sempre per una serie di concause culturali, strumentali, contrattuali”. Le risposte che indica sono prevenzione, formazione, “leggi più attente e controlli più stringenti”.

Sicurezza nei cantieri edili: attrezzature, formazione e controlli

La vicenda di Casarano ripropone un quadro noto. Le norme ci sono e i protocolli pure, eppure la sequenza degli infortuni nella provincia non si interrompe.

Il primo nodo riguarda le attrezzature e le strutture su cui si interviene. Un cancello scorrevole pesa centinaia di chili e resta stabile finché guide, fermi e ancoraggi sono integri. Quando si lavora sui pilastri che lo sostengono o lo delimitano, quell’equilibrio può venire meno. Gli accertamenti dovranno chiarire lo stato del manufatto, la sua manutenzione e il grado di valutazione del rischio prima dell’avvio dei lavori.

Il secondo nodo riguarda le microimprese edili. Quando la vittima è il titolare, valutazione dei rischi, scelta delle misure di protezione e vigilanza ricadono spesso sulla stessa persona che esegue il lavoro. In queste realtà il controllo interno coincide con l’esperienza individuale. Quello esterno dipende quasi interamente dagli organi ispettivi.

Da qui il terzo nodo, quello delle risorse dello Spesal. I “controlli più stringenti” invocati dal sindacato presuppongono ispettori in numero adeguato al tessuto produttivo di un territorio fatto in larga parte di piccole e piccolissime imprese. Il numero di verifiche effettuate e il personale disponibile sono dati che raramente accompagnano le statistiche sugli infortuni. Eppure servono a capire se il sistema di prevenzione sia in grado di intercettare i rischi prima che producano vittime.

Nelle prossime ore gli accertamenti di carabinieri e Spesal dovranno stabilire come si è sbloccato il cancello e se le condizioni del cantiere rispettassero le prescrizioni di sicurezza. La provincia di Lecce, intanto, conta nove morti sul lavoro dall’inizio dell’anno.

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