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Esteri

Trump annuncia accordo Mosca – Kiev per una tregua energetica. Zelensky: “perché sono sempre l’ultimo a sapere le cose?”

Il presidente USA proclama lo stop agli attacchi sugli impianti energetici. Kiev è pronta ma chiede quando si parte. Mosca tace.
Byoblu·11 ottobre 2026
Esteri — Byoblu

Donald Trump annuncia una «tregua energetica» tra Russia e Ucraina, in vigore «con effetto immediato». Volodymyr Zelensky risponde di averlo appreso dalle notizie. È successo oggi. Il presidente americano ha affidato l’annuncio a un breve messaggio su Truth Social, il social network di sua proprietà. Sostiene che le due parti abbiano accettato di smettere di colpire le infrastrutture energetiche del nemico. Mosca, per ora, non conferma e non smentisce. Kiev dice sì, ma chiede di sapere quando si comincia.

L’annuncio di Trump sulla tregua energetica

«Con effetto immediato, c’è una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno accettato. Non rompetela!», ha scritto Trump, chiudendo con un ringraziamento «per l’attenzione». Altro non c’è: nessuna data, nessun meccanismo di verifica, nessuna indicazione su chi debba controllare il rispetto dell’intesa.

Il copione è già visto. Secondo agenzie di stampa internazionali, a metà settembre Trump aveva fatto un annuncio simile. Nei giorni successivi russi e ucraini avevano continuato a colpirsi.

Zelensky: «Diteci quando inizia»

Intervistato da Axios, sito d’informazione americano, Zelensky ha ammesso la sorpresa. «L’annuncio del cessate il fuoco è stato una novità per me. Ma se i russi accettano un cessate il fuoco energetico, lo accetterà anche l’Ucraina». E poi: «Se il presidente Trump lo ha negoziato con Putin, per favore diteci quando inizia. Siamo pronti e lo accetteremo».

Più tardi, su X, il presidente ucraino ha riferito di aver sentito il premier canadese Mark Carney, il presidente finlandese Alexander Stubb e il segretario generale della NATO, Mark Rutte. «L’Ucraina sostiene il cessate il fuoco, ma è importante che lo faccia anche la Russia. Ora aspettiamo i dettagli dalla parte americana», ha scritto.

Già in mattinata Zelensky si era detto disposto a fermare i raid sulle raffinerie russe, a patto che il Cremlino riducesse gli attacchi alla rete energetica ucraina.

Il nodo del gasolio russo

Per capire l’annuncio bisogna tornare a venerdì. Trump ha comunicato un’intesa con Vladimir Putin: la Russia fornirà subito oltre 300 mila tonnellate di gasolio al mercato americano e mondiale, e altre 500 mila a novembre. Per renderlo possibile, Washington ha allentato temporaneamente le sanzioni sul diesel russo. Negli Stati Uniti il gasolio scarseggia e i prezzi restano alti. Trump ne attribuisce la colpa agli attacchi reciproci contro gli impianti energetici.

Zelensky ha reagito con durezza. Lasciare che la Russia venda prodotti petroliferi, ha detto, significa «investire nella guerra». Ha definito la scelta «indegna» e «debole», dicendosi deluso e «tradito».

Ieri è arrivata la replica di Trump. Ha criticato gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, ha accusato Zelensky di far salire il prezzo del gasolio in America e ha concluso che per l’Ucraina «è tempo di avere un nuovo presidente». Kiev, secondo la Casa Bianca, dovrebbe andare al voto.

È di questa mattina il presunto scoop del Financial Times, secondo cui le intelligence di Mosca starebbero pianificando l’assassinio dei vertici della difesa UE, così come dei dirigenti delle aziende che inviano aiuti militari a Kiev. Come ho già spiegato in giornata, questo presunto scoop fa parte di un’articolata strategia per indebolire Zelensky e portarlo alle dimissioni.

Elezioni in Ucraina: la contromossa di Kiev

Zelensky ha risposto che spetta agli ucraini scegliere il proprio leader. Poi ha rilanciato, parlando all’emittente americana ABC: «Per favore, dite a Putin: dateci due mesi, 60 giorni di cessate il fuoco completo, e organizzeremo le elezioni». In Ucraina il voto è sospeso dalla legge marziale, in vigore dall’invasione russa del febbraio 2022: le presidenziali previste nella primavera del 2024 non si sono mai tenute.

Berlino e Varsavia hanno espresso solidarietà al presidente ucraino.

Una guerra combattuta anche sulle centrali

Il conflitto è entrato nel suo quinto anno. Da mesi una parte decisiva dello scontro si gioca sull’energia. Mosca bersaglia centrali e rete elettrica ucraina, lasciando intere città al buio. Kiev risponde con droni a lungo raggio contro le raffinerie russe, anche a centinaia di chilometri dal fronte. Proprio quegli impianti producono i carburanti che la Russia esporta, compreso il gasolio appena promesso agli Stati Uniti.

Bruxelles: cessate il fuoco e nuovi fondi per i missili

In un post su X, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen scrive di aver avuto oggi «una buona telefonata» con Zelensky. Dice di sostenere pienamente la sua richiesta di un cessate il fuoco che protegga le forniture alimentari globali e le infrastrutture energetiche in Ucraina e in Russia. Secondo von der Leyen, la guerra è entrata in una fase «nuova e più cupa»: la Russia sarebbe in stallo sul campo di battaglia e colpirebbe i civili lontano dalla linea del fronte. Ma alla propaganda UE siamo abituati.

Nello stesso messaggio, la presidente annuncia che questa settimana l’Unione europea stanzierà altri fondi per droni e missili destinati a Kiev. L’Ucraina, aggiunge, sarà al centro del Consiglio europeo di questa settimana, il vertice dei capi di Stato e di governo dei Ventisette. Sul tavolo ci saranno il fabbisogno finanziario del Paese per il prossimo anno e la ricerca di nuovi sostegni internazionali. Von der Leyen prevede inoltre l’apertura di altri due gruppi di capitoli nel negoziato di adesione dell’Ucraina all’Unione, cioè i blocchi tematici in cui si articola la trattativa. «Lo slancio è reale», conclude.

Una tregua nata dal pieno di gasolio

La sequenza degli ultimi tre giorni ha un filo comune, ed è il diesel. Trump compra gasolio russo, alleggerisce le sanzioni, rimprovera a Kiev i raid sulle raffinerie, mette in discussione la leadership di Zelensky e infine proclama una tregua proprio sugli impianti energetici. Se reggerà, la tregua proteggerà anche le raffinerie da cui dovrebbe partire il carburante destinato al mercato americano.

È la cifra del Trump di questa stagione. Il dialogo con Mosca, promesso in campagna elettorale, va avanti. Ma procede sui tempi e sulle necessità di Washington, con la leva economica usata su Kiev senza troppi riguardi. L’Ucraina scopre della tregua da un post. Gli alleati europei hanno reagito a cose fatte, telefonando a Zelensky e annunciando nuovi fondi per le armi.

Il Cremlino non ha confermato di aver accettato alcun accordo, e a settembre un annuncio analogo non aveva fermato gli attacchi. Del resto, Trump ci ha abituato a siglare perfino protocolli di intesa con l’Iran (ricordate la Svizzera?), poi puntualmente divenuti carta straccia. Finché Mosca non parla e Washington non fornisce i dettagli chiesti da Kiev, la tregua energetica esiste soltanto su Truth Social.

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