Ucraina, Weidel (AfD): «Basta soldi a Kiev, la guerra è già persa». Gli USA si sono schierati con Mosca. Anche la Germania deve trattare.

Per Alice Weidel la guerra in Ucraina è già persa, e i soldi tedeschi mandati a Kiev sono soldi buttati. La co-presidente di Alternative für Deutschland (AfD) lo sostiene in un’intervista al settimanale britannico The Economist, rilanciata oggi. Secondo Weidel, l’Ucraina è «troppo piccola» per vincere. Berlino dovrebbe smettere di finanziarla e fare pressione su Volodymyr Zelensky perché fermi i combattimenti, «per mettere fine alle uccisioni».
A parlare è la leader del primo partito tedesco nei sondaggi. L’AfD, formazione della destra sovranista nata nel 2013, viaggia al 28% nella media delle rilevazioni. La CDU del cancelliere Friedrich Merz si ferma al 19%, i Verdi al 15%. Weidel ha già annunciato che, con l’AfD al governo, il sostegno finanziario e militare a Kiev si fermerebbe.
Weidel su Zelensky: «E lui vuole la pace?»
Il passaggio più tagliente riguarda il presidente ucraino. Quando le chiedono se Vladimir Putin mostri segnali di voler la pace, Weidel rovescia la domanda: «E Zelensky?». Della volontà di pace di Kiev, sostiene, non ci sono prove.
La leader dell’AfD riconosce che nel 2022 l’aggressore è stata la Russia. Poi aggiunge: «Quando al tavolo dei negoziati siede la diplomazia, siede anche la storia». Il senso, come lo riporta il settimanale, è che per decenni l’Occidente ha ignorato le preoccupazioni di sicurezza di Mosca. E che deve smettere di farlo.
La sua bussola è una formula presa in prestito da Washington: «Germania prima di tutto». Lo stesso principio che Donald Trump applica agli Stati Uniti.
Il diesel russo e la trattativa che Berlino non fa
Dal fronte, il discorso passa al portafoglio. Weidel chiede a Berlino di seguire l’esempio di Trump, che secondo quanto riportato avrebbe chiuso con la Russia un accordo sulle forniture di diesel. Nei giorni scorsi aveva definito «pragmatico» l’approccio americano sul carburante russo. «Anche noi vogliamo un accordo sul diesel per i tedeschi, per il nostro Paese, per la Germania. E per questo dobbiamo sederci al tavolo dei negoziati», aveva detto ai giornalisti a Berlino.
Merz ha escluso un’intesa del genere. L’accusa di Weidel al governo è precisa: Berlino continua ad approvare sanzioni contro Mosca, mentre Washington e Mosca trattano e ne ricavano vantaggi reciproci. Tradotto: la Germania rischia di restare a pagare il conto di una guerra su cui altri hanno già cominciato a negoziare.
Nello stesso partito c’è chi va oltre. Il deputato dell’AfD al Bundestag Maximilian Krah sostiene che gli Stati Uniti abbiano smesso di essere neutrali e siano passati dalla parte della Russia. «Stiamo assistendo alla fine della guerra in Ucraina», ha detto.
Quanto ha speso la Germania per Kiev
Dal 2022 la Germania ha versato all’Ucraina oltre 43,3 miliardi di euro di aiuti civili bilaterali. Sul piano militare ha fornito o accantonato circa 57,6 miliardi. In tutto, oltre cento miliardi.
Il governo non intende rallentare. Il progetto di bilancio federale per il 2027 prevede 11,6 miliardi per Kiev. La spesa del ministero della Difesa dovrebbe salire a 109,7 miliardi.
Weidel lega i conti alla sicurezza. «Prolungare la guerra mette in pericolo la Germania, perché può diventare un bersaglio. È piuttosto probabile, come dimostrano gli attacchi ibridi della Russia contro gli alleati della NATO». Il passaggio è rilevante: la stessa leader che chiede di trattare con Mosca considera reali le operazioni russe di disturbo in Europa. La conclusione che ne trae è opposta a quella di Merz. Per ridurre il rischio, secondo lei, il conflitto va chiuso in fretta, e non alimentato.
Il drone di Lipsia e l’ombra del Nord Stream
Sull’episodio del drone all’aeroporto di Lipsia, Weidel dice di non aver visto alcuna prova di un coinvolgimento russo in quello che chiama il «cosiddetto tentativo di attacco». E rilancia: «In ogni caso, che dire dell’esplosione dei gasdotti Nord Stream compiuta dall’Ucraina?».
Il richiamo ha un peso preciso. I Nord Stream, i gasdotti sotto il Baltico che portavano il gas russo in Germania, furono sabotati nel settembre 2022. La procura federale tedesca ha seguito una pista ucraina: nell’agosto 2025 un cittadino ucraino è stato arrestato in Italia su mandato tedesco. Kiev ha sempre negato ogni responsabilità. Se l’ipotesi degli inquirenti reggesse, la principale infrastruttura energetica tedesca sarebbe stata colpita da uomini legati al Paese che Berlino finanzia con decine di miliardi.
Profughi e Länder: il fronte interno
Weidel parla anche dei rifugiati. In Germania vivono oltre un milione di ucraini fuggiti dalla guerra. Per la leader dell’AfD dovranno tornare tutti in patria «non appena ci sarà la pace».
La sua linea trova sponde fuori dal partito. Ieri, nel Landtag della Sassonia-Anhalt, il parlamento regionale di uno dei Länder dell’Est, l’AfD e il BSW hanno votato insieme una risoluzione simbolica per fermare gli aiuti militari a Kiev. Il BSW, l’Alleanza Sahra Wagenknecht, è un partito di sinistra nato da una scissione della Linke. La risoluzione non ha effetti pratici, perché la politica estera si decide a Berlino. Segnala però che, nell’ex Germania orientale, il no agli aiuti ha numeri e alleanze trasversali.
Chi governa e chi raccoglie consenso
Per i partiti di governo il sostegno all’Ucraina resta una questione di sicurezza europea: una vittoria russa, sostengono, esporrebbe il continente a nuove aggressioni. L’AfD, intanto, resta isolata in Parlamento. Gli altri partiti escludono alleanze con una forza che nel 2025 i servizi interni tedeschi hanno classificato come estremista di destra, decisione che il partito contesta in tribunale.
Il primo banco di prova concreto è il bilancio 2027. Gli 11,6 miliardi destinati a Kiev devono ancora passare al Bundestag.