Allarme bomba su volo Londra-Varsavia, il secondo in 24 ore

Un Boeing 737 MAX della compagnia polacca LOT, partito stamattina da Londra Heathrow e diretto all’aeroporto Chopin di Varsavia, è stato dirottato sullo scalo di Varsavia-Modlin per un allarme bomba a bordo. L’allerta è scattata alle 9:54 ora locale. Sette minuti dopo, alle 10:01, l’aereo era a terra con 181 persone. Modlin è stato chiuso fino a nuovo avviso. È il secondo allarme bomba in 24 ore su un volo partito da Londra. Ieri un aereo Wizz Air diretto a Sofia era stato costretto ad atterrare a Budapest per lo stesso motivo.
Allarme bomba a Modlin, le procedure sul volo LOT
La sequenza è stata ricostruita dalla società che gestisce lo scalo in un comunicato pubblicato su Facebook. L’allarme ha riguardato il volo sulla rotta Londra Heathrow-Varsavia Chopin, e la traiettoria del velivolo è rimasta registrata sui servizi di tracciamento dei voli.
Dopo l’atterraggio il Boeing è stato condotto su una piazzola isolata, in attesa delle decisioni dei servizi competenti, compresi gli artificieri. I passeggeri sono stati fatti scendere e trasferiti nella sala arrivi del terminal, dove sono rimasti in attesa di istruzioni. Secondo quanto riferito, anche i bagagli sono stati ispezionati al momento dello sbarco.
Il portavoce dell’aeroporto, Adam Szablowski, ha confermato la chiusura temporanea dello scalo. LOT ha fatto sapere di essere stata informata dalle autorità aeroportuali di una «potenziale minaccia alla sicurezza» e che la situazione veniva valutata secondo i protocolli previsti. In tarda mattinata Modlin ha annunciato la ripresa delle operazioni, mentre l’aereo era ancora sottoposto ai controlli.
Varsavia ha due aeroporti. Il Chopin si trova dentro i confini della città. Modlin, a circa 36 chilometri dalla capitale, è usato soprattutto dalle compagnie low cost.
Varsavia, controlli anche su un volo SAS da Copenaghen
Nella stessa mattinata una seconda segnalazione ha interessato un volo SAS da Copenaghen a Varsavia. L’aereo è atterrato regolarmente al Chopin ed è stato ispezionato. Un portavoce dello scalo ha precisato che l’aeroporto ha continuato a operare.
Nel giro di poche ore, quindi, due voli diretti nella capitale polacca sono stati oggetto di minacce. Con il caso Wizz Air di ieri, gli allarmi su voli europei salgono a tre in un giorno, due dei quali su aerei decollati da Londra.
Al momento nessuna autorità ha comunicato il ritrovamento di ordigni. Le fonti disponibili non chiariscono come siano arrivate le segnalazioni, chi le abbia inviate e se i tre episodi siano collegati tra loro. Sono gli elementi decisivi, e restano aperti.
Regno Unito, la campagna «Be Ready» e le 72 ore di autonomia
Gli allarmi arrivano in un momento preciso per il Regno Unito. Il 22 ottobre il governo britannico ha pubblicato la campagna «Be Ready», che chiede a ogni famiglia di tenere in casa acqua e cibo per tre giorni, contanti, una torcia e una radio a manovella o a batterie. Il giorno dopo il primo ministro Andy Burnham l’ha rilanciata a Liverpool. Il principio è l’autosufficienza per 72 ore, il tempo indicato per superare blackout, alluvioni, attacchi informatici o sabotaggi alle infrastrutture.
Il ministro della Difesa Wes Streeting ne ha spiegato le ragioni con parole che vanno oltre il maltempo: «Siamo preparati all’eventualità che le catene di approvvigionamento essenziali vengano interrotte da attori statali ostili o da terroristi?». L’obiettivo dichiarato, ha detto alla BBC, sono cittadini «vigili, ma non allarmati».
Il generale Walker e l’appello a prepararsi alla guerra
Nelle stesse settimane il capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Sir Roly Walker, parlando a circa 700 militari nella base di Catterick Garrison, ha chiesto ai politici un «confronto franco» con i cittadini sul ruolo che ciascuno sarà chiamato a svolgere. Secondo Walker sarà necessario «accettare dei sacrifici per dare priorità alla difesa e alla sicurezza», perché «questo momento storico è particolarmente pericoloso».
L’appello si fonda sulla revisione strategica della difesa varata nel 2025 dal governo di Keir Starmer, che definisce la Russia una minaccia «immediata e pressante» e descrive una nazione in cui «ogni cittadino» ha un ruolo nella difesa. Alti funzionari britannici hanno indicato apertamente il rischio di sabotaggi. Mosca ha sempre respinto le accuse di voler colpire Paesi della NATO e di essere dietro ai sabotaggi che le vengono attribuiti in Europa.
Allarmi bomba e sabotaggi, la fragilità del trasporto aereo
Si tratta di falsi allarmi? Iniziative di singoli? O qualcosa di diverso?
Però… Tre minacce in un giorno, su rotte che collegano l’Europa occidentale al fianco orientale dell’Unione, formano una sequenza troppo ravvicinata per essere archiviata senza approfondimenti. Una segnalazione, anche se infondata, basta a chiudere un aeroporto, deviare un volo, bloccare centinaia di persone e mobilitare artificieri e forze di sicurezza. Il costo per chi la lancia è minimo, l’effetto sulle infrastrutture è immediato.
Due voli provenivano da Londra. E abbiamo visto come Londra sia al centro di questa retorica della preparazione alla guerra con la Russia. E oggi due voli coinvolgono Varsavia, storia nemica della Russia e proprio in questi giorni teatro di colpi di mano istituzionali di cui ho parlato approfonditamente su Byoblu.
È lo stesso tipo di vulnerabilità che il governo britannico chiede ai propri cittadini di mettere in conto: interruzioni improvvise, servizi che si fermano – pensiamo ai supermercati di mezza Europa che in questo momento stanno buttando tonnellate di cibo -, sistemi complessi che reagiscono a una minaccia ancora prima di sapere se sia reale. A Londra la cornice esplicitamente di tipo bellico, ma anche in Polonia non siamo affatto distanti. Da mesi si rincorrono avvertimenti delle intelligence Usa, come episodi di sospetti sabotaggi al sistema Starlink, sconfinamenti di elicotteri, fino al colpo di mano sul Tribunale Costituzionale.
L’Europa sta entrando in una fase di avvitamento a spirale in una dimensione di conflitto e sospetto permanente, nella quale si è cacciata con le sue stesse mani per mano della élite che la governa.