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Cultura

Grillo a pranzo con Stroppa, l’uomo di Musk: l’idea di un “partito futurista”.

Due ore all’Hotel Forum con il referente di Musk in Italia. Sul tavolo un movimento per under 25 centrato sull’IA.
Byoblu·30 settembre 2026
Cultura — Byoblu

Beppe Grillo ha pranzato ieri a Roma con Andrea Stroppa, il referente italiano delle aziende di Elon Musk. Il colloquio è durato più di due ore, sul roof garden dell’Hotel Forum. È l’albergo a due passi dai Fori Imperiali che da anni fa da base romana al fondatore del Movimento 5 Stelle.

Al centro della conversazione, secondo le ricostruzioni circolate tra ieri e stamattina, c’era l’idea di un nuovo soggetto politico «futuristico». Sarebbe rivolto ai giovani, probabilmente agli under 25, e costruito attorno all’innovazione e all’intelligenza artificiale (appena ribattezzata da Trump: Super Intelligenza). Non c’è un annuncio ufficiale. Per ora resta un’ipotesi, ma intorno a Grillo è ripreso il buzz.

Grillo, Stroppa e il presunto interesse di Musk

Le fonti vicine al comico genovese spiegano così l’incontro, senza metterci il nome: Musk «tiene troppo» ai progetti di Grillo. In un’altra versione sarebbe «troppo interessato». Tra i due commensali, sempre secondo le stesse fonti, si sarebbe creato «uno starlink». È un gioco di parole su Starlink, il sistema di internet satellitare di SpaceX.

Alcune ricostruzioni fanno un passo in più: Musk potrebbe finanziare la nuova creatura.

Ci sono invece parole pubbliche di Stroppa, pronunciate pochi giorni fa e rilanciate in rete: «Se usata bene l’intelligenza artificiale può far ripartire un Paese fermo da troppo tempo. La prossima legislatura è la più importante dal dopoguerra perché si intreccia con una rivoluzione industriale». E ancora: «Nel mio piccolo farò di tutto per sostenere chi avrà questi temi in agenda politica e vi invito a fare altrettanto».

Il viavai all’Hotel Forum

Stroppa non è stato l’unico ospite. Al Forum sono passati alcuni ex parlamentari del M5S rimasti vicini al fondatore: Elio Lannutti, Marco Bella e Luca Carabetta. Le ricostruzioni non coincidono del tutto sui nomi dei presenti. Alla reception avrebbero chiesto di Grillo anche alcuni dei giovani a cui il progetto sarebbe destinato. Nei giorni scorsi, secondo le cronache, la sua assistente Nina Monti avrebbe telefonato a diversi ex esponenti del Movimento per coinvolgerli.

Lannutti, ex senatore, ha parlato con i cronisti: «Grillo? L’ho trovato come sempre in grande forma». Sui progetti futuri ha aggiunto: «Lui è un genio». Su un nuovo movimento non si sbilancia: «Mai dire mai. Mai mettere limiti alla provvidenza».

Il luogo ha un peso simbolico. Al Forum Grillo festeggiò nel 2016 la vittoria di Virginia Raggi a Roma e di Chiara Appendino a Torino. Lì, nel febbraio 2021, tenne il vertice che di fatto consegnò il Movimento a Giuseppe Conte.

La trasferta romana era cominciata lunedì sera, al ricevimento dell’ambasciata cinese per il 77° anniversario della fondazione della Repubblica popolare. Tra gli invitati c’era anche Massimo D’Alema. Grillo aveva scherzato su un invito personale: «Me lo ha chiesto Xi: “dai, vieni, fallo anche per la nuova ambasciatrice… se non vieni tu non facciamo nulla”».

Il partito che Grillo diceva di non poter fondare

Di recente, ospite del Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra, Grillo aveva escluso l’ipotesi. Ne ho scritto qui. Queste le sue parole: «Come faccio io a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere, le facoltà di farlo, mi dispiace. Io posso dare degli input, delle idee straordinarie sull’ambiente, sulla religione…». Pare che qualcuno abbia deciso che forse andava aiutato.

Il fondatore del M5S era già tornato a far parlare di sé nelle settimane scorse, anche per le sue uscite sulla vicenda giudiziaria del figlio Ciro, con le parole rubate da Fabrizio Corona in un video registrato di nascosto. Ora l’attivismo si sposta sul terreno politico. Nessuno, per ora, ha colmato con un fatto la distanza tra le parole dette da Fedez e il pranzo di ieri.

Le letture in circolazione sono tre. La prima: una strategia per tornare al centro della scena. La seconda: una manovra legata alla causa contro il M5S di Conte per il nome e il simbolo, la cui prima udienza è attesa a gennaio. La terza: una fiammata autunnale destinata a spegnersi. Tra i fedelissimi c’è chi promette «un crescendo nelle prossime settimane» e sorprese «fino a gennaio».

Restano gli ostacoli pratici. Le nuove regole sulle firme necessarie per presentare liste alle elezioni politiche rendono difficile far partire da zero un partito. Stando alle ricostruzioni, l’unica porta che oggi appare chiusa è proprio quella di una formazione in grado di correre alle Politiche. Più realistica, semmai, un’associazione.

Pechino la sera, Musk a pranzo: il partito dell’IA

In meno di ventiquattro ore Grillo è passato dalla festa della Repubblica popolare cinese al tavolo dell’uomo di Musk. Sono due poli tecnologici in competizione globale, e lui li frequenta con la stessa disinvoltura.

Stroppa non è una figura neutra. In passato è stato indicato come interlocutore del governo Meloni nel dossier sull’uso di Starlink per le comunicazioni sicure dello Stato. Oggi siede a tavola anche con chi ha fondato il M5S. Il quadro che ne esce è quello di un’infrastruttura privata che dialoga con tutti: con chi governa, con chi è all’opposizione, con chi è stato estromesso (ndr. tranne che con Byoblu: una televisione dei cittadini, che raggiungeva il 10% degli italiani, evidentemente non interessava. Forse era “troppo” dei cittadini e troppo poco manipolabile).

C’è poi la questione dell’intelligenza artificiale. Nel 2023 Musk firmava l’appello per una pausa nello sviluppo dei sistemi più avanzati, presentati come un rischio serio per la società. Pochi mesi dopo fondava xAI, la sua società di IA. Oggi il suo rappresentante italiano indica nell’IA la leva per far ripartire il Paese e si offre di sostenere chi la metterà in agenda. È un’offerta politica che proviene da chi, nella vita professionale, rappresenta gli interessi di un gruppo che quella tecnologia la sviluppa e la vende.

Casaleggio aveva capito prima di altri che la rete avrebbe cambiato la politica, ma chi paga e chi controlla gli strumenti diventa allora la domanda politica centrale, più delle idee sui giovani e sull’innovazione.

Ma qualcuno che paga, alla fine, ci vuole sempre. Altrimenti i bei progetti si arenano.

Per Conte è comunque un’incognita che arriva mentre prepara la corsa alle primarie del campo largo, la coalizione di centrosinistra che il M5S condivide con Pd e Avs. Il prossimo passaggio concreto resta a gennaio, in tribunale, sul simbolo del Movimento.

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