Allarme bomba ai media irlandesi: ordigno annunciato entro 45 minuti, evacuata la RTÉ

Le minacce che ieri hanno bloccato decine di voli in Europa hanno cambiato bersaglio: ora colpiscono la stampa. Stamattina una mail che annunciava un attentato dinamitardo è arrivata alla RTÉ, la radiotelevisione pubblica irlandese, al quotidiano Irish Independent e alle emittenti radiofoniche Newstalk e Today FM. Le sedi sono state evacuate a Dublino. Secondo la stessa RTÉ, il messaggio è stato recapitato anche ad altri organi di informazione in Irlanda e nel Regno Unito. Stando ad alcune ricostruzioni della stampa estera, i destinatari sarebbero decine di testate.
L’episodio arriva il giorno dopo l’ondata di falsi allarmi sul trasporto aereo. Ieri almeno 27 voli in Europa sono stati coinvolti, compresi collegamenti delle due compagnie irlandesi Aer Lingus e Ryanair. In più occasioni caccia militari si sono alzati in volo per scortare aerei civili. Quelle mail erano firmate «Combattenti dello Stato Maschile», e sette casi hanno riguardato l’Italia. Oggi nuove minacce sono state segnalate anche all’aeroporto di Copenaghen.
Allarme bomba alla RTÉ, un ordigno annunciato entro 45 minuti
Un cronista della radio pubblica, ripreso dall’agenzia Reuters, ha riferito che la mail è arrivata poco prima delle 9 ora locale. Annunciava l’esplosione di una bomba entro 45 minuti. Il campus di Donnybrook, nel sud di Dublino, è stato svuotato: giornalisti, tecnici e conduttori sono usciti dagli edifici.
La tv pubblica ha sostituito la programmazione con contenuti registrati. I notiziari sono rimasti fermi per oltre un’ora, poi sono ripartiti da un’unità mobile esterna. Sul posto è intervenuta la Garda, la polizia irlandese, anche con l’Armed Response Unit, il reparto armato di pronto intervento, che ha controllato il complesso edificio per edificio. Agenti sono stati inviati anche a Independent House, sede del quotidiano.
Newstalk ha ripreso le trasmissioni alle 10 ora locale. In diretta la conduttrice Claire Byrne ha spiegato che la minaccia era stata giudicata una bufala e che il personale aveva potuto rientrare.
La Garda ha fatto sapere di essere al corrente di minacce contro organizzazioni dei media in Irlanda e in altri Paesi europei. «La Garda è stata in contatto con le organizzazioni dei media irlandesi e le minacce saranno oggetto di indagine», si legge nella nota.
Minacce ai media irlandesi, la firma richiama quella dei voli
L’unica indicazione sulla paternità è arrivata dai microfoni della stessa RTÉ. Il conduttore del programma di metà mattina di Radio One ha detto che, per quanto gli risultava, la mail si presentava come opera degli stessi autori dei falsi allarmi sui voli. Il filo che lega gli aeroporti alle redazioni è quindi una rivendicazione dichiarata dal mittente.
Il primo ministro Micheál Martin, intervistato al telefono dalla RTÉ appena ripresa la programmazione, ha scelto toni misurati: «È preoccupante e prendiamo la minaccia sul serio». E ancora: «Dimostra quanto possa essere relativamente semplice provocare disagi e compromettere il normale funzionamento della società con attività non convenzionali di questo tipo, concepite per creare caos, paura e ansia. Dobbiamo restare calmi e molto concentrati».
Irlanda bersaglio, il vertice di Dublino con 55 leader
Il tempismo pesa. L’Irlanda ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea e giovedì prossimo ospiterà a Dublino la riunione della Comunità politica europea, con circa 55 capi di Stato e di governo. Il giorno dopo è in programma un vertice informale dei leader dei Ventisette. La Garda annuncia un dispositivo di sicurezza senza precedenti per il Paese, con chiusure, controlli e restrizioni al traffico già da martedì.
La ministra della Difesa Helen McEntee ha definito la situazione «estremamente preoccupante» per le possibili ricadute sull’organizzazione del vertice. L’eurodeputato irlandese Barry Andrews è andato oltre. Su X ha ricordato che il summit «discuterà della sicurezza dell’Europa dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia» e ha scritto: «Disordine, confusione, sfiducia: è questo l’obiettivo di attacchi ibridi come questi. I leader europei devono riprendere il controllo. Non può continuare».
Il caso irlandese non è isolato. Nelle ultime settimane, in Irlanda del Nord, centinaia di scuole hanno ricevuto falsi allarmi bomba presentati come «islamisti». La concentrazione di episodi sull’isola trova alcune spiegazioni documentabili. Dublino è oggi il centro della scena politica europea. Dalle acque irlandesi passa una quota rilevante dei cavi sottomarini che collegano Europa e Nord America, e nel Paese hanno sede europea molti colossi digitali con i loro data center. Sul piano militare l’Irlanda è un Paese neutrale con forze ridotte: non dispone di un radar primario per sorvegliare il proprio spazio aereo e si appoggia, per intese mai rese del tutto pubbliche, alla Royal Air Force britannica.
Sono condizioni che rendono l’isola un banco di prova a basso costo per chiunque voglia misurarne i tempi di reazione. La qualifica di «attacco ibrido» resta però una valutazione politica, quella di Andrews: la Garda ha annunciato indagini e niente di più. Un’ondata di falsi allarmi a una settimana dal vertice produce anche un effetto collaterale: rende più facilmente accettabile un apparato di sicurezza eccezionale nella capitale.
Intimidazione alla stampa, una storia lunga in Irlanda
Il dato più rilevante della giornata riguarda la natura del bersaglio. Per oltre un’ora il principale servizio pubblico d’informazione del Paese è stato sostituito da programmi registrati, mentre decine di testate ricevevano lo stesso messaggio. Una mail anonima, senza alcun ordigno, ha ottenuto ciò che l’intimidazione cerca da sempre: svuotare le redazioni e interrompere il flusso delle notizie.
L’Irlanda conosce bene il prezzo delle minacce ai giornalisti. Nel 1996 a Dublino fu uccisa Veronica Guerin, che indagava sul narcotraffico. Nel 2001, a Lurgan, i paramilitari lealisti assassinarono Martin O’Hagan, cronista del Sunday World. Nel 2019 Lyra McKee fu colpita a morte a Derry mentre seguiva gli scontri in strada. In Irlanda del Nord la polizia continua ad avvisare periodicamente i reporter di minacce provenienti da gruppi paramilitari.
Quella di oggi è una forma diversa: impersonale, seriale, rivolta all’intera redazione anziché al singolo cronista. Costa pochissimo e paralizza un servizio essenziale. Nel pomeriggio il campus della RTÉ restava chiuso, con gli agenti impegnati a verificare uno per uno gli edifici, mentre a Dublino proseguono i preparativi per il vertice di giovedì.