Allarme bomba Venezia, 200 evacuati. A Lisbona allerta da un agente

Due nuovi allarmi bomba su voli da e per Roma, stamattina. Un Wizz Air Praga-Roma è stato deviato sull’aeroporto di Venezia, dove sono state evacuate 200 persone tra passeggeri ed equipaggio prima che l’allarme rientrasse. Un Ryanair Roma-Lisbona è atterrato all’aeroporto Humberto Delgado della capitale portoghese, dove sono intervenute le autorità. Secondo La Stampa, in questo secondo caso l’allerta è stata data da un agente di polizia.
Si allunga così una sequenza che Byoblu segue da giorni. Di recente altri tre voli da e per l’Italia erano stati dirottati in un’unica giornata per minacce analoghe. Con gli episodi di oggi lo schema si ripete: la minaccia arriva, l’aereo cambia rotta o viene isolato, i passeggeri scendono, l’allarme rientra.
Allarme bomba a Venezia, evacuati passeggeri ed equipaggio
Il volo Wizz Air era partito da Praga ed era diretto a Roma. Quando è scattata la segnalazione, l’equipaggio ha cambiato destinazione e ha portato l’aereo a terra in Veneto. A bordo si trovavano circa 200 persone, fatte scendere per consentire le ispezioni dell’aeromobile.
Le verifiche si sono concluse con l’allarme rientrato. Lo scalo veneziano ha registrato disagi e ritardi, che si sono riversati anche sugli altri voli in transito.
Ryanair Roma-Lisbona, l’allerta partita da un agente di polizia
Il secondo episodio riguarda un Ryanair decollato da Roma. L’aereo ha raggiunto la sua destinazione, Lisbona, ed è stato preso in carico dalle autorità portoghesi appena toccata la pista.
Il dettaglio più rilevante della giornata sta nell’origine della segnalazione. Un’allerta lanciata da un agente di polizia segue una logica diversa da quella di una telefonata anonima o di un messaggio recapitato a una compagnia. Presuppone un’informazione ricevuta, un comportamento osservato o un oggetto sospetto. Su quale fosse l’elemento che ha messo in moto la procedura, e su dove si trovasse l’agente al momento della segnalazione, le comunicazioni ufficiali tacciono.
È un punto che conta. Se l’allarme nasce a bordo o in aeroporto da parte di chi è incaricato della sicurezza, la catena dei controlli a terra merita una spiegazione pubblica. Se invece l’agente ha soltanto trasmesso una minaccia arrivata dall’esterno, il problema torna a monte: chi la sta generando.
Allarmi bomba sui voli, una serie senza autori
Gli episodi delle ultime settimane hanno un tratto comune: si chiudono tutti con l’esito delle ispezioni. Aereo controllato, nessun ordigno, volo ripartito o ricollocato. Di chi abbia lanciato le minacce, con quali mezzi e con quale scopo, non si parla.
Una dinamica simile si era vista con gli allarmi bomba alle redazioni in Irlanda, di cui Byoblu aveva dato conto: segnalazioni ripetute, evacuazioni, verifiche negative, e poca chiarezza sulla regia.
Una minaccia singola può essere l’atto di un mitomane. Una serie ravvicinata che colpisce voli diversi, compagnie diverse e scali di più Paesi assume un altro peso. Può trattarsi di emulazione, di un’azione coordinata, di un test sulla capacità di reazione degli apparati. Distinguere tra queste ipotesi è compito di chi indaga. Informare i cittadini su quale sia la pista seguita è un dovere delle istituzioni, e finora le risposte si sono fermate alle procedure.
Il sistema, in altre parole, reagisce. Devia gli aerei, svuota le cabine, ispeziona le stive. Ogni allarme costa ore di lavoro a polizia, artificieri e personale aeroportuale. Resta scoperto il fronte della prevenzione: individuare la fonte delle minacce, interromperla, renderne pubblico il responsabile.
Disagi ai passeggeri e indennizzo, il conto resta a chi viaggia
A pagare il prezzo immediato sono i passeggeri. Il regolamento europeo 261/2004, che disciplina i diritti di chi vola, esclude la compensazione pecuniaria quando il ritardo deriva da circostanze eccezionali, categoria in cui rientrano i rischi per la sicurezza. Alle compagnie resta l’obbligo di assistenza, come pasti e sistemazione in caso di attese prolungate.
In pratica, chi oggi è stato fatto scendere a Venezia anziché arrivare a Roma assorbe il ritardo senza alcun indennizzo. E lo stesso vale per tutti i viaggiatori coinvolti negli episodi dei giorni scorsi, una platea che cresce a ogni nuovo allarme.