Panetta (Banca d’Italia) invoca più integrazione europea: euro digitale e meno stati sovrani. Ma l’Europa oggi sembra solo l’ufficio vendite dell’industria delle armi.

Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha aperto questa mattina a Roma il workshop in memoria di Robert Mundell, organizzato da via Nazionale insieme all’Università LUISS e al CEPR (Centre for Economic Policy Research). Occasione accademica, certo, ma anche tribuna politica: le parole di Panetta vanno ben oltre il ricordo di un grande economista e disegnano una precisa agenda per l’Europa, fondata su tre pilastri — più integrazione, unione dei mercati di capitali, euro digitale — che merita di essere analizzata con occhio critico.
La diagnosi di Panetta: l’Europa a un bivio
Panetta ha citato una frase di Mundell del 1969 — «è tempo che gli europei si sveglino» — presentandola come straordinariamente attuale. Il governatore ha descritto un continente minacciato da guerre, rivalità geopolitiche, frammentazione economica e sfide tecnologiche legate all’intelligenza artificiale. Fin qui, una lettura condivisibile dello scenario.
Il salto logico arriva però con le soluzioni proposte. Secondo Panetta, l’Europa deve agire su tre fronti: rilancio della crescita attraverso investimenti e riforme comuni; trasformazione dei mercati dei capitali in una vera «unione del risparmio»; completamento della digitalizzazione del sistema dei pagamenti, con l’introduzione dell’euro digitale (ho spiegato bene in cosa consiste qui).
Le domande che Panetta non si pone
Qui si apre il nodo critico. Nel discorso del governatore non compare alcuna analisi delle ragioni politiche e strategiche che hanno portato l’Europa alla sua attuale debolezza. Non viene messa in discussione la gestione della Commissione europea, né si accenna ai miliardi destinati al riarmo e all’industria della difesa in una fase in cui il continente deve ancora fare i conti con una crisi di produttività strutturale — tema su cui lo stesso Panetta si era espresso in passato, come ricorda Il Foglio.
La ricetta proposta è, in sostanza, sempre la stessa: accelerare l’integrazione politica. Più Europa, meno stati nazionali. La crisi diventa così il pretesto per spingere verso obiettivi — come gli eurobond garantiti congiuntamente dagli Stati membri e la moneta digitale della banca centrale — che ridimensionano ulteriormente il ruolo dei parlamenti nazionali e la capacità degli stati di gestire le proprie politiche economiche in modo autonomo.
Non è la prima volta che una crisi viene usata come leva per accelerare processi di integrazione che, in condizioni normali, incontrerebbero resistenze politiche ben più forti. Mario Monti, anni fa, fu esplicito: le crisi sono occasioni da non sprecare. Il copione sembra ripetersi.
Un banchiere che parla in nome di uno stato che non esiste
C’è poi una questione di legittimità che vale la pena sollevare. Panetta è governatore della Banca d’Italia, istituzione della Repubblica italiana, espressione di uno Stato sovrano. Eppure il suo discorso odierno si concentra quasi esclusivamente sul progetto di integrazione europea, senza che vi sia uno spazio significativo dedicato alle specificità dell’economia italiana, ai problemi del Sud, al debito pubblico o alla condizione dei lavoratori italiani.
La voce di Panetta parla in nome e per conto di un’architettura istituzionale — quella dell’Eurosistema e della politica monetaria comune — che, per definizione, non ha un mandato democratico paragonabile a quello dei governi nazionali. Eppure è questa voce che oggi orienta il dibattito pubblico su dove l’Europa dovrebbe andare e a quale velocità.
L’euro digitale: sovranità o controllo?
Sul fronte dell’euro digitale, Panetta lo ha presentato come strumento di «sovranità monetaria e politica» dell’Europa contro l’egemonia del dollaro e l’avanzata delle piattaforme di pagamento private. Un argomento che ha una sua logica geopolitica.
Tuttavia, molti osservatori e associazioni dei consumatori hanno segnalato — anche in sede di dibattito al Parlamento europeo — i rischi connessi a una moneta digitale emessa dalla banca centrale: tracciabilità delle transazioni, potenziale limitazione della spesa privata, rischi per la privacy. Aspetti che nel discorso di Panetta risultano assenti (affrontati su Byoblu qui).
Il quadro che manca
Rimane sullo sfondo, non citato, il contesto politico reale: i circa 800 miliardi di euro stanziati o annunciati per la difesa europea, la permanenza di Von der Leyen alla guida della Commissione nonostante le polemiche sulla gestione dei fondi pandemici, le tensioni tra stati membri sulla governance del debito comune. Se l’obiettivo è «rilanciare la crescita», la domanda legittima è: quante risorse vengono sottratte agli investimenti civili — ricerca, istruzione, infrastrutture, transizione energetica — per finanziare il riarmo? Per arrivare ad una Europa in guerra entro il 2030, come sostiene Lavrov?
Panetta questi temi non li affronta. E questo silenzio è molto rumoroso.
Il workshop continua oggi a Roma. Le conclusioni accademiche verranno rese disponibili dalla Banca d’Italia.
Fonti:
- https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2026/20260622-panetta/
- https://www.quotidiano.net/economia/ultimaora/panetta-europa-al-crocevia-serve-a52f60d3
- https://www.italpress.com/panetta-leuropa-deve-completare-larchitettura-istituzionale-delleuro/
- https://www.repubblica.it/economia/2026/06/22/news/panetta_scossa_europa_integrazione_euro_mundell-425426411/
- https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/economia/dettaglio/panetta-sempre-attuale-sprone-mundell-del–69–e–ora-che-europei-si-sveglino–nRC_22062026_1018_170164469.html
- https://www.ilfoglio.it/economia/2025/05/30/news/panetta-il-problema-della-produttivita-italiana-ed-europea-7782406/
- https://www.lastampa.it/economia/2026/06/22/news/la_scossa_di_panetta_governatore_di_bankitalia_e_ora_che_gli_europei_si_sveglino-15667147/