Scontro fra due treni a Giza: 4 morti, i feriti da 120 a 88

Due treni passeggeri si sono scontrati oggi nel distretto di al-Ayyat, nel governatorato di Giza, a sud del Cairo. Il ministero della Salute egiziano ha diffuso un bilancio di almeno quattro morti e 88 feriti. Diversi vagoni sono deragliati. Il ministero parla di conteggio preliminare. Poche ore prima i media di Stato avevano riferito di 120 feriti, senza indicarne la gravità. È il primo segnale di quanto siano mobili i numeri di questa giornata.
I feriti sono stati distribuiti fra gli ospedali di Giza e del vicino governatorato di Beni Suef. Secondo il ministero, tre vittime sono morte in ospedale e una sul luogo dell’impatto.
Scontro fra treni a Giza, la dinamica: il Giza-Fayoum tampona il Cairo-Assuan
Secondo l’Autorità nazionale delle ferrovie egiziane, la collisione è avvenuta nel tratto fra le stazioni di Kafr Ammar e Al-Raqqa. Il treno numero 134 del servizio «Tahya Misr», in viaggio da Giza a Fayoum, ha centrato la coda del convoglio numero 2010, partito dal Cairo e diretto ad Assuan, nell’Alto Egitto.
Un tamponamento fra due convogli sullo stesso binario è esattamente l’evento che i sistemi di segnalamento e distanziamento esistono per impedire. Se a cedere sia stata la tecnologia, la procedura o il personale, lo dovrà accertare l’inchiesta.
Le immagini girate sul posto mostrano carrozze rovesciate lungo una scarpata. Il ministero dei Trasporti ha comunicato che uno dei due treni è deragliato, senza specificare quale. Secondo media locali, fra i morti ci sarebbe un macchinista, mentre il ministero della Salute ha parlato di quattro passeggeri. Anche la distanza dal Cairo cambia a seconda di chi la riporta: 52 chilometri per alcune agenzie, 76 per altre.
Sul posto sono arrivate 72 ambulanze, insieme a protezione civile, squadre ferroviarie e forze di sicurezza, che hanno isolato l’area. Il ministro della Salute Khaled Abdel Ghaffar ha messo in stato di massima allerta le strutture dei due governatorati. La circolazione fra Giza e l’Alto Egitto è stata sospesa, e le gru lavorano per liberare la linea.
Egitto, al-Sisi ordina l’indagine: il copione di ogni incidente ferroviario
Il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha affidato la sua reazione a un messaggio su X: «Seguo con grande preoccupazione le conseguenze dello scontro fra i treni». Ha poi detto di aver incaricato gli apparati dello Stato di garantire le cure, di indagare rapidamente e di «chiamare a rispondere chiunque si sia reso responsabile di negligenza». La procura ha aperto un fascicolo. I tecnici esamineranno il luogo dell’impatto e le condizioni di marcia dei due convogli, e raccoglieranno le testimonianze dei sopravvissuti e degli operatori ferroviari.
La sequenza è nota agli egiziani: cordoglio presidenziale, indagine urgente, promessa di punire i negligenti. Così è andata nel marzo 2021, dopo lo scontro fra due treni nei pressi di Tahta, nel governatorato di Sohag. In quell’occasione il ministero della Salute annunciò prima 32 morti, poi corresse il bilancio a 18, attribuendo la differenza a un errore di conteggio. Il precedente spiega perché le cifre ufficiali di oggi vanno lette con cautela.
Al-Ayyat, la strage del 2002 e gli incidenti che si ripetono
Al-Ayyat è un nome che pesa nella memoria del Paese. Qui, nel 2002, l’incendio di un treno carico di persone in viaggio per le feste uccise oltre 370 persone: il peggior disastro ferroviario della storia egiziana. Nel 2009 altri incidenti nella stessa zona causarono decine di vittime. A settembre, sempre nel distretto, si sono scontrati due treni merci: feriti il macchinista e il suo assistente.
L’elenco nazionale è lungo. Nel 2017, ad Alessandria, una collisione fra due convogli provocò oltre quaranta morti. Nel 2019 l’incendio alla stazione Ramses del Cairo, causato da una locomotiva senza controllo, fece più di venti vittime e portò alle dimissioni del ministro dei Trasporti.
Rete ferroviaria egiziana, miliardi per l’alta velocità e binari vecchi
L’Egitto ha 110 milioni di abitanti e una delle reti ferroviarie più estese dell’Africa, da cui dipende una parte enorme della mobilità quotidiana, soprattutto delle fasce più povere. Nell’ultimo decennio il governo ha investito miliardi di dollari in autostrade e nuove linee ad alta velocità, opere di forte valore propagandistico. Gran parte della rete storica, quella su cui viaggiano ogni giorno i treni ordinari, resta però in larga misura da rinnovare.
La scelta delle priorità è politica. I grandi progetti si inaugurano davanti alle telecamere. La sostituzione di scambi, segnali e materiale rotabile su linee secondarie produce meno immagini e più sicurezza.
Informazione sui disastri ferroviari in Egitto, una sola voce
Le cifre che in queste ore circolano nel mondo provengono quasi tutte da tre fonti: il ministero della Salute, l’autorità ferroviaria e la presidenza. Le agenzie internazionali, compresa quella cinese Xinhua, hanno ripreso fedelmente i comunicati del ministero. La stampa indiana ha accostato lo scontro di Giza a quello avvenuto il mese scorso nella provincia spagnola di Toledo, dove un treno ad alta velocità ha tamponato un altro convoglio.
In Egitto il lavoro dei giornalisti indipendenti è pesantemente limitato. Il Paese si colloca stabilmente fra gli ultimi posti nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, e testate come Mada Masr sono state portate in tribunale per aver operato senza una licenza che lo Stato non ha mai concesso. In questo contesto la verifica indipendente di un bilancio, di una dinamica o di una responsabilità diventa difficile.
Le squadre di soccorso stanno ancora sgomberando i vagoni sulla linea Cairo-Alto Egitto, l’asse che collega la capitale al sud del Paese. Gli inquirenti hanno iniziato ad ascoltare testimoni e ferrovieri.