Allarmi bomba voli europei, lo «Stato Maschile» russo nega

Il gruppo estremista russo «Stato Maschile» nega di aver inviato le false minacce di bomba che da lunedì hanno colpito decine di voli in Europa. Lo riporta la BBC. La smentita arriva mentre l’ondata prosegue: oggi, entro mezzogiorno (ora di Greenwich), i voli coinvolti erano già almeno 17, dopo quelli partiti ieri da 16 Paesi, fra cui Irlanda, Regno Unito, Spagna e Danimarca. Su nessun aereo sono stati trovati esplosivi e nessun passeggero è rimasto ferito.
Il nome del gruppo era emerso ieri pomeriggio. Secondo l’ANSA, all’aeroporto di Fiumicino era arrivata una mail intitolata «segnalazione di una minaccia», firmata dai «combattenti dello Stato Maschile». Il testo parlava di ordigni a bordo del volo Aer Lingus EI402 da Dublino e del Finnair AY1761 da Helsinki, entrambi diretti a Roma, con un avvertimento: «l’esplosione avverrà tra 60 minuti». Poi le frasi di rivendicazione: «Siete tutti complici di una cospirazione criminale. Vogliamo distruggervi per questo». E la chiusa: «Il vostro cielo oggi sarà rosso».
Il volo Aer Lingus è stato dirottato sulla base aerea francese di Évreux, a un centinaio di chilometri da Parigi. Il Finnair è stato scortato dall’Aeronautica militare fino all’atterraggio previsto a Roma.
Stato Maschile, il gruppo russo messo al bando da Mosca
Lo «Stato Maschile» (in russo Mužskoe gosudarstvo) è un movimento antifemminista che predica il patriarcato e il nazionalismo russo, attivo soprattutto online. Un dettaglio pesa più degli altri: il gruppo è stato messo al bando in Russia nel 2021. L’unica firma comparsa sotto le minacce riconduce quindi a un’organizzazione che lo Stato russo ha messo fuori legge. Ora anche quella firma viene disconosciuta.
Allarmi bomba sui voli, la mappa della seconda ondata
Quella di ieri e di oggi è la seconda ondata in meno di una settimana. Lunedì un volo dal Regno Unito alla Bulgaria era stato dirottato per una minaccia rivelatasi infondata. Martedì sette aerei erano stati perquisiti o deviati.
Ieri le autorità spagnole hanno ricevuto tre mail in meno di venti minuti, riferite a due partenze Air Europa da Madrid per Parigi e a quattro voli Iberia in arrivo da Roma e Milano, ha comunicato la Guardia Civil. A Varsavia un volo LOT per Parigi è stato fermato mentre rullava verso la pista. La Bulgaria ha fatto decollare i caccia per scortare a terra tre aerei. Un Wizz Air da Milano a Varsavia è stato deviato su Vienna.
Oggi l’Ungheria ha fatto alzare i caccia tre volte, fra cui per un Wizz Air da Bruxelles a Sofia. L’aeroporto di Praga ha contato nove voli coinvolti nella sola mattinata. Un Ryanair è atterrato a Lisbona dopo una minaccia telefonica. La torre di controllo di Fiumicino ha ricevuto un allarme su un Wizz Air da Parigi a Roma, poi dirottato su Venezia. A Copenaghen la polizia ha escluso «pericoli per i passeggeri».
Minacce false, danni reali: come un’email ferma un aereo
Il meccanismo è asimmetrico. Una mail costa nulla, la risposta mette in moto squadre artificieri, unità cinofile e aviazione militare. Joji Waites, responsabile della sicurezza del volo per la BALPA, l’associazione dei piloti britannici, spiega che ogni minaccia viene classificata in tre livelli: rosso (credibile), ambra (parzialmente credibile) e verde (non credibile). Con l’aereo in volo, ha precisato, il livello ambra non è considerato una valutazione adeguata. L’aereo viene quindi portato in un’area isolata, i passeggeri fatti scendere e controllati, la cabina ispezionata con i cani.
Philip Baum, docente di sicurezza aerea alla Coventry University, giudica insoliti scala e coordinamento degli episodi. «Ci sono compagnie che ricevono una minaccia ogni giorno, ma la maggior parte viene valutata rapidamente come generica e gli aerei non vengono deviati», ha detto. La novità, secondo Baum, sta nella scelta di diversi governi di considerare le minacce abbastanza credibili da imporre l’atterraggio. Ogni dirottamento può costare a una compagnia fino a 250.000 dollari.
Il danno, dunque, nasce dalla reazione. Chi scrive quelle mail ottiene l’effetto voluto nel momento in cui la procedura lo prende sul serio. È il dilemma delle autorità: ignorare un allarme espone a un rischio, accoglierli tutti trasforma ogni messaggio anonimo in un blocco del traffico aereo.
Russia e guerra ibrida, l’accusa che precede le prove
Finora nessun governo europeo ha indicato un responsabile. Il commissario europeo ai Trasporti ha dichiarato che è troppo presto per dire chi ci sia dietro, o perfino se gli episodi siano collegati. Il governo britannico parla di «minacce maligne e false». Anche Heathrow, il primo scalo europeo per traffico passeggeri, è stato preso di mira.
Nel dibattito pubblico, però, la cornice è già pronta: la «guerra ibrida» attribuita a Mosca. A settembre l’intelligence militare danese aveva avvertito che la Russia avrebbe potuto intensificare questo tipo di pressione sull’Occidente e sulla NATO. La Germania ha accusato apertamente Mosca per le incursioni di droni all’aeroporto di Lipsia-Halle. Danimarca, Polonia e Romania, tutte coinvolte negli allarmi di ieri, avevano già puntato il dito contro il Cremlino in passato. Mosca ha sempre respinto le accuse.
Eric Schouten, a capo della società di sicurezza aerea Dyami, osserva che quasi tutti i Paesi colpiti sostengono l’Ucraina. «Dal punto di vista geopolitico bisogna sempre considerare lo scenario della guerra ibrida, in cui un Paese, e oggi guardiamo alla Russia, giusto?, ci attacca su più fronti: ferrovie, supermercati, banche del sangue», ha detto. Nello stesso calderone finiscono gli attacchi informatici di questa settimana ai supermercati di diverse città europee, dove gli hacker hanno alterato la temperatura dei frigoriferi.
La Russia nega ogni coinvolgimento negli allarmi sui voli. Al Jazeera scrive che non esiste alcuna prova di un ruolo di Mosca, di Teheran o di gruppi a loro collegati. Il quadro documentato si riduce a una firma riconducibile a un movimento bandito dal Cremlino, ora smentita dallo stesso movimento, e a una serie di minacce coordinate di cui nessuno conosce ancora l’autore. Intanto anche oggi le mail continuano ad arrivare, e ognuna produce lo stesso risultato: un aereo a terra, un caccia in volo, i passeggeri fatti scendere sotto controllo.