Gip Landoni, vigilanza dopo le minacce per aver liberato Siher

La Prefettura di Milano ha disposto la vigilanza per la gip Tiziana Landoni, la giudice per le indagini preliminari che ha rimesso in libertà Youssef Siher, amministratore del gruppo Telegram del Movimento 17 ottobre. La misura è stata chiesta dal presidente del Tribunale di Milano dopo che la magistrata è stata investita da insulti e minacce sui social. In pratica, le pattuglie delle forze dell’ordine passeranno con regolarità nei luoghi che la giudice frequenta.
Un magistrato che ha deciso su un fascicolo secondo i principi del codice ha ora bisogno della presenza delle forze dell’ordine per svolgere la sua vita quotidiana.
Caso Siher, perché la gip ha negato il carcere
Siher era finito al centro dell’inchiesta sui disordini del 17 e 18 ottobre a Milano. La Procura gli contestava, tra le altre cose, l’istigazione a delinquere e reati con finalità di terrorismo. Le accuse si fondavano sulla sua attività online come ideatore della pagina e gestore della chat del movimento. Non riguardavano una partecipazione diretta agli scontri.
La gip Landoni ha respinto la richiesta di misura cautelare. Il cuore della decisione è un principio cardine dell’ordinamento: la responsabilità penale è personale. L’amministratore di una chat non risponde dei messaggi violenti scritti da altri utenti, anche quando non li modera. Nessuna norma, decreto sicurezza compreso, gli impone un controllo preventivo sui contenuti altrui. La giudice ha inoltre escluso un nesso causale tra i messaggi e le violenze di piazza. Ha ricondotto la critica al governo, anche quando aspra, all’esercizio di libertà garantite dalla Costituzione. Qui un mio editoriale sul punto.
L’inchiesta sugli scontri prosegue su altri fronti. Dei 35 minorenni fermati, 6 sono tornati liberi.
Meloni contro la gip, poi l’ondata sui social
La decisione ha provocato la reazione pubblica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha attaccato la magistrata. Da lì la giudice è diventata un bersaglio sulle piattaforme, dove agli insulti si sono aggiunte le minacce. I magistrati milanesi si erano già schierati a difesa della collega.
Il confine ha un peso istituzionale. La Procura dispone degli strumenti ordinari per contestare l’ordinanza: può impugnarla davanti al tribunale del Riesame e discuterla nel merito. Diverso è l’attacco personale e pubblico rivolto da chi guida il governo a una decisione che nei fatti ha un nome e un volto.
Le minacce restano responsabilità di chi le scrive. La sequenza degli eventi, però, era ampiamente prevedibile: alla delegittimazione politica di una decisione giudiziaria segue l’esposizione personale di chi l’ha firmata.
Vigilanza alla giudice, cosa prevede la misura
La vigilanza è la forma meno invasiva tra le misure di protezione. Consiste nel passaggio periodico delle pattuglie nei pressi dell’abitazione e dei luoghi abituali della persona da tutelare. Tutela e scorta comportano invece una presenza fissa degli agenti. La richiesta del presidente del Tribunale indica che i vertici degli uffici giudiziari hanno ritenuto le minacce abbastanza serie da coinvolgere la Prefettura.
Stato di diritto e magistrati sotto pressione
Il caso Siher mostra quanto siano fragili le tutele per i giudici chiamati a decidere su vicende politicamente sensibili. La pressione si è mossa su più piani insieme: quello politico, con l’intervento della premier; quello mediatico, con la decisione presentata come uno schiaffo alla sicurezza; quello online, dove l’ostilità ha assunto forme intimidatorie.
Una misura di protezione per un magistrato che ha applicato la legge segnala un problema per l’intero sistema. Lo Stato di diritto si regge sulla possibilità che un giudice decida secondo le norme, anche contro le aspettative del governo, senza pagarne un prezzo personale. Il segnale che arriva agli altri magistrati è che una decisione sgradita al potere esecutivo può trasformarsi in un rischio per la propria incolumità. Per la gip Landoni quel rischio ha già la forma delle pattuglie che, da ieri, presidiano i luoghi della sua vita quotidiana.