Vannacci a Coverciano: «Buongiorno puzzoni» al presidio antifascista, poi le cariche della polizia

Roberto Vannacci ha inaugurato oggi una nuova sede di Futuro Nazionale a Coverciano, il quartiere di Firenze noto per il centro tecnico della Nazionale di calcio. Davanti alla sezione si è radunato un presidio antifascista e la mattinata si è chiusa con cariche della polizia contro i contestatori. Il leader di FnV ha salutato i manifestanti con un «Buongiorno puzzoni». Poi ha illustrato le tre linee del programma, stop alla guerra, rimpatri e addio al Green Deal, e ha emesso un giudizio netto sugli ex alleati: «Il centrodestra ha perso la bussola».
Vannacci a Coverciano, il saluto che accende la piazza
Il saluto ai contestatori è nel registro abituale dell’ex generale. Vannacci costruisce consenso sulla provocazione e sullo scontro verbale, e la battuta ha funzionato come previsto: ha dominato il racconto della giornata più di qualsiasi proposta.
L’effetto è una polarizzazione che conviene a entrambi i fronti. Il leader di Futuro Nazionale ottiene visibilità e l’immagine di chi apre una sede sotto assedio. Il presidio ottiene un bersaglio che conferma le proprie ragioni. Il confronto sui contenuti, intanto, scivola in secondo piano.
Futuro Nazionale, il programma: guerra, rimpatri e Green Deal
I tre punti presentati a Firenze toccano altrettanti nervi scoperti dell’elettorato di destra. Lo stop alla guerra marca la distanza dalla linea del governo sul sostegno all’Ucraina e sull’allineamento atlantico. I rimpatri parlano a chi giudica insufficiente la stretta sull’immigrazione. L’addio al Green Deal, il pacchetto europeo di politiche climatiche, intercetta il malcontento di imprese e agricoltori verso le regole di Bruxelles.
Sono temi che appartengono a un nucleo sovranista legittimo, radicato nella difesa degli interessi nazionali e nella critica all’accentramento europeo. Restano però, per ora, titoli. I rimpatri dipendono da accordi con i Paesi di origine e da procedure giudiziarie lunghe. Il Green Deal è un insieme di norme europee vincolanti: smontarlo richiede maggioranze a Strasburgo e a Bruxelles, oppure uno scontro aperto con i trattati. Sulla politica estera, un singolo partito incide poco senza una coalizione disposta a seguirlo.
La frase sulla bussola perduta chiarisce la strategia. FnV si propone come forza esterna che richiama il centrodestra alle promesse originarie, in vista delle politiche del 2027. È una sfida rivolta soprattutto a Giorgia Meloni, che sul piano interno ha governato con misura e che finora ha trattato le aperture di Vannacci come alchimie lontane dalle priorità di Palazzo Chigi. Resta da dimostrare che quella sfida abbia la solidità per tradursi in un progetto di governo e non in un ennesimo ciclo di protesta destinato a esaurirsi.
Cariche a Coverciano, la proporzionalità dell’ordine pubblico
Sulla piazza si sono confrontati due diritti costituzionali. L’articolo 17 garantisce la riunione pacifica e senza armi, quindi anche il presidio di chi contesta un partito. L’articolo 49 tutela la libertà dei partiti di organizzarsi e di aprire le proprie sedi. Il compito delle forze dell’ordine è proteggere entrambi.
Una carica è giustificata quando serve a impedire un contatto fisico, un tentativo di sfondamento o un’aggressione. Diventa sproporzionata se colpisce un presidio statico o manifestanti che si limitano a gridare slogan. Va distinto chi esercita il diritto di protesta da chi eventualmente compie violenze: le responsabilità sono individuali, e lo stesso vale per eventuali eccessi degli agenti.
Il caso di Coverciano si aggiunge ai precedenti in cui l’apertura di una sede politica diventa un evento di ordine pubblico. Lo scontro garantisce a Vannacci la ribalta nazionale. Il programma di Futuro Nazionale dovrà ora reggere il confronto con le scelte concrete del governo, a partire dalla politica estera e dall’immigrazione, su cui il leader di FnV ha concentrato la sua offensiva contro gli ex alleati.