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Trump: accordo Russia-Ucraina vicino, riguarderà «tutta l’Europa»

Il presidente Usa riceve l’inviato di Putin Dmitriev ma non la delegazione di Kiev. Meloni scrive a Costa: «L’Europa cambi strategia»
Byoblu·06 novembre 2026
Esteri — Byoblu

Donald Trump annuncia un accordo «molto grande» con la Russia sulla guerra in Ucraina, destinato a riguardare «più dell’Ucraina» e forse «tutta l’Europa». Il presidente statunitense lo ha detto ieri nello Studio Ovale, dopo un incontro fuori programma con Kirill Dmitriev, inviato di Vladimir Putin, arrivato alla Casa Bianca per i colloqui con funzionari ucraini promossi dalla first lady Melania Trump. Con la delegazione di Kiev, presente nello stesso edificio e nella stessa giornata, Trump ha precisato di non aver parlato. Poche ore dopo Giorgia Meloni ha scritto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa chiedendo che «l’Europa cambi strategia nella gestione del dossier Ucraina».

Trump e l’accordo con la Russia: «Non posso dirvi di cosa abbiamo parlato»

«Non posso dirvi di cosa abbiamo discusso. Vi dico solo che ci sarà un accordo, un grande accordo», ha dichiarato Trump ai giornalisti. E ancora: «Sarà molto grande. Riguarderà più dell’Ucraina, e potrei persino dire che potrebbe riguardare tutta l’Europa. Sarà un accordo grande e bellissimo, e tutti saranno entusiasti».

Interrogato sulle vittime civili ucraine, Trump ha detto di sollevare la questione con Putin, aggiungendo subito che muoiono anche civili russi.

L’incontro con Dmitriev si inserisce nell’iniziativa di Melania Trump, che ha presieduto un raro faccia a faccia tra funzionari di Mosca e di Kiev e ha chiesto una nuova tregua «più duratura». Il mese scorso la first lady aveva annunciato un cessate il fuoco locale di sei giorni a Oleshky, città del sud ucraino stremata dalla fame, poi esaurito. Dmitriev ha definito il suo ruolo «fondamentale». Il presidente ha presentato entrambe le iniziative come passi verso un’intesa più ampia.

Accordo Russia-Ucraina, il tavolo di Abu Dhabi senza l’Europa

Il genero del presidente, Jared Kushner, membro della squadra negoziale americana, ha riferito su X di colloqui «produttivi e sostanziali» tenuti ieri a Bruxelles con Ucraina, Nato e partner europei. Due i temi: le garanzie di sicurezza per Kiev e una «più ampia architettura di sicurezza europea». L’obiettivo, ha scritto, è rispondere alle preoccupazioni di sicurezza di tutte le parti con intese che riducano il rischio di conflitti futuri.

Lo stesso Kushner ha confermato il prossimo appuntamento: Abu Dhabi, martedì e mercoledì, primo vertice trilaterale tra Stati Uniti, Russia e Ucraina da febbraio, quando le delegazioni si erano viste a Ginevra. Al tavolo non siederanno i leader e, stando a quanto riporta la stampa tedesca, nemmeno l’Europa.

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha replicato che sul futuro dell’Ucraina non si decide senza l’Ucraina e sulla sicurezza europea non si decide senza l’Europa. Dal Cremlino, nessun commento sulle parole di Trump. Il portavoce Dmitrij Peskov ha però osservato che per le scelte sull’architettura di sicurezza del continente serve un dialogo con gli europei, e che qualsiasi soluzione dovrà fondarsi su garanzie di sicurezza reciproche.

Washington e Mosca, il canale economico e le sanzioni europee

Secondo Axios, citato dall’emittente Asharq, la Casa Bianca spera in una maggiore disponibilità di Putin dopo aver revocato le sanzioni sulle vendite di diesel russo. Trump ha anche concluso un’intesa per l’acquisto di petrolio russo e ha criticato Kiev per gli attacchi alle raffinerie della Federazione.

La strategia americana punta sugli affari. Proprio qui si apre la contraddizione più vistosa per Bruxelles: i progetti economici tra Washington e Mosca, ha scritto il Washington Post, finirebbero contro «un muro di sanzioni europee che Trump non può annullare». L’Unione si ritrova così titolare dell’unica leva che potrebbe pesare sull’intesa, senza un posto al tavolo dove l’intesa prende forma.

Le distanze restano ampie, soprattutto sui territori. Kiev accetterebbe il congelamento del fronte. Mosca chiede l’intero Donbass, limiti all’esercito ucraino e la neutralità del Paese, e pretende che l’accordo finale tenga conto dei propri «interessi di sicurezza»: in sostanza, l’arretramento della Nato rispetto all’allargamento a Est, la questione da cui il Cremlino fa discendere il conflitto. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha ammesso che chiudere la guerra senza Trump non è realistico e ha chiesto per l’Europa un ruolo «complementare al percorso americano».

Meloni scrive a Costa: chi parla a nome dell’Unione

Nella lettera a Costa, Meloni lamenta, secondo quanto riporta France 24, la confusione europea e il moltiplicarsi di incontri in formati diversi: Miami, Oslo e Bruxelles, dove questa settimana si sono riuniti Ucraina, Ue, Nato e alcuni Paesi fra cui Francia, Germania e Regno Unito. Cita anche la telefonata del mese scorso tra i leader di Norvegia e Finlandia e Putin. La premier scrive che non accetterà questa dinamica e chiede di stabilire una volta per tutte chi siede al tavolo per l’Ue e con quale mandato, assicurando di non domandare nulla per sé né per l’Italia. Senza questa scelta, avverte, l’Europa rischia di restare senza alcuna influenza sui negoziati.

La protesta arriva dopo quattro anni in cui Roma ha seguito fedelmente la linea di Washington e Bruxelles sul sostegno militare a Kiev. Oggi la trattativa si fa altrove e i formati ristretti escludono l’Italia. La lettera si legge anche così: come la rivendicazione di un posto, più che come una proposta di pace.

La Nato prepara l’inverno, la trattativa corre altrove

Mentre Kushner parlava di architetture di sicurezza, il Consiglio Nato-Ucraina si è riunito ieri in seduta straordinaria a Bruxelles, presieduto da Mark Rutte, sulle necessità difensive di Kiev per l’inverno. La rappresentanza ucraina ha chiesto di trasformare gli impegni in forniture concrete e trasferimenti finanziari, in vista del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina guidato da Londra e Berlino il 17 novembre. All’Europa resta così il compito di pagare e armare. Il disegno politico prende forma tra Washington e Mosca.

Sul campo, il ministero della Difesa russo ha rivendicato raid con bombe FAB-3000 su una centrale elettrica vicino a Sumy e su una brigata nella regione di Zaporizhzhia. Kiev riferisce che i morti di un bombardamento russo su un centro di distribuzione di aiuti sono saliti a 53. In Russia, droni hanno provocato un incendio in un impianto industriale ad Afipsky, nel territorio di Krasnodar, sede di una raffineria.

Trump e Putin, come la stampa estera legge l’annuncio

Il quotidiano berlinese Tagesspiegel sottolinea che l’annuncio arriva subito dopo la pesante sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato e ricorda che Trump ha dato per imminente un accordo almeno otto volte, dopo aver promesso in campagna elettorale di chiudere la guerra in 24 ore. L’argentina La Nación e France 24 parlano di capitali Nato in allerta: il timore è che Trump, che ha ventilato il ritiro di truppe dal continente, accolga la richiesta russa di ridurre la presenza americana in Europa. La stampa russa, con il sito Ura.ru, mette in primo piano proprio la dimensione europea dell’intesa, presentata come prossima alla firma.

Martedì, ad Abu Dhabi, americani, russi e ucraini torneranno a sedersi allo stesso tavolo. Gli europei attenderanno l’esito da Bruxelles.

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